Lettera alla Gazzetta, Luglio 2017

Nell’ultimo Consiglio Comunale di Pegognaga il gruppo di minoranza “ Alternativa” ha presentato una  mozione riguardante l’istituzione del Comune di Pegognaga con un regio decreto di 140 anni fa e con la quale si chiedeva di festeggiare questa ricorrenza con un Consiglio Comunale aperto. Nel Consiglio avrebbero dovuto essere  valutati  le ragioni e i protagonisti di quella scelta. La maggioranza, per motivazioni di varia natura, ha ritenuto di soprassedere. Il tema della istituzione dei Comuni affrontato da un punto di vista sia storico sia attuale, avrebbe consentito ai cittadini di non lasciare questa analisi soltanto agli addetti ai lavori. Dopo l’Unità d’Italia , c’era da costruire un nuovo stato, affrontare e risolvere una moltitudine di  gravi problemi, tra i quali quelli riguardanti il sistema di istruzione, ( l’analfabetismo riguardava l’80% della popolazione) la gestione della giustizia, la definizione delle tasse, le vie di comunicazione, le funzioni della pubblica amministrazione e altre tematiche di tipo sociale e civile. Occorreva definire razionalmente i singoli territori per meglio presidiare l’organizzazione delle comunità locali.  Nelle nostre zone la popolazione era più diffusa nelle case di campagna, nelle borgate e nelle frazioni.  La mancanza di mezzi di trasporto sia privati sia pubblici penalizzava incondizionatamente la mobilità delle persone e bisognava quindi far nascere i servizi primari  in modo diffuso nei segmenti di territori più abitati.

Poco meno di vent’anni dopo l’Unità d’Italia, e precisamente nel 1877, il Comune di Gonzaga già esistente,  veniva suddiviso in tre Comuni: Pegognaga, Moglia e appunto Gonzaga. Le nuove realtà comunali  dovettero organizzarsi  in modo da poter garantire ai cittadini i servizi  essenziali per lo sviluppo di  una società  istruita e civile. La storia del passato insegna, ma il presente è un’altra storia. E che politica è quella di restare immobili e di non adeguarsi all’attuale contesto storico?  Chi paga il conto di questo mancato adeguamento, se non i cittadini ? Ora  i Comuni e le loro popolazioni vivono non poche difficoltà: i numerosi servizi di cui disponiamo, grazie ai quali abbiamo raggiunto alti livelli  di civiltà,  stanno subendo anno dopo anno  delle restrizioni sempre più pesanti. Se all’indomani dell’Unità d’Italia i Comuni come i nostri, per meglio gestire territori e servizi, dovettero scindersi, l’attuale contesto  ci suggerisce che i servizi saranno meglio garantiti se i Comuni si uniranno. La passata divisione di un tempo di un vasto territorio in più Comuni  e l’unione dei territori, oggi, in pochi Comuni, hanno il medesimo comun denominatore: dare servizi efficienti  ai cittadini. La riduzione o la perdita di servizi equivale alla riduzione o alla perdita di democrazia, di libertà e  dello stato sociale di una intera comunità. Come non rendersi conto che tutto sta cambiando: l’Italia, l’Europa, il Mondo intero? Tutto si muove di continuo dentro e fuori di noi; a volte i cambiamenti appena li percepiamo, altre volte no e altre ancora li subiamo. Forse  li subiamo perché ci facciamo trovare impreparati. A  nostro avviso è giunto il momento di promuovere un serio dibattito pubblico sul passato e presente dei Comuni. La saggezza suggerisce che l’iniziativa spetta alla maggioranza.

 

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Il Parco che Parla

Parco San LorenzoSono nato nel 1977, 40 anni fa. Sono cresciuto e diventato adulto. Ora dicono di me che ho bella  presenza e che sono di grande utilità. Vivo ogni giorno in compagnia di tante persone e, ad ogni fine  settimana, molte di loro vengono a pranzo da me, camminano con me e, passo dopo passo, respirano il  mio respiro, ammirano i miei colori e ascoltano i miei canti. Dicono che anch’io sono parte importante  della comunità.
Mi chiamo Parco San Lorenzo e abito a Pegognaga. La mia casa è luogo di benessere, di conoscenze e di  emozioni. Data la mia età e l’aver vissuto tutti questi anni alle intemperie, ho la necessità di cure sapienti  per mantenermi in salute per lungo tempo. Ed è proprio delle cure che voglio parlare con voi, cari amici  frequentatori della mia casa. Non mi lamento dei rapporti avuti con le Amministrazioni che via via si sono  succedute, ma i rapporti più intimi e tangibili li ho avuti con i volontari della soc. pescatori Pado Patri,  con Laboratorio Ambiente e con il gruppo ornitologico del Gram. Da sempre vedo questi volontari; la  maggior parte di loro ha superato la soglia dei 70 anni e mi confidano di essere un po stanchi. Inoltre,  questi validi compagni di vita mi chiedono di interessarmi di voi giovani, dato che ogni giorno vi ospito  con immenso piacere, anche quando accompagnate i vostri amici cani. Se mi chiedete cosa posso fare  ancora per voi, be’, credo di aver fatto la mia parte, ma se vi chiedete cosa voi stessi potreste fare per me,  la risposta c’è ed è dentro di voi. Io posso soltanto esprimere il desiderio che si costituisca l’associazione”  Amici del Parco” e che possa contribuire alla cura, alla vigilanza e alla progettazione futura di questo,  che voi dite di essere un bel patrimonio. Come in tutte le realtà di notevole interesse, costituite da larghi  spazi, da zone attrezzate funzionali, da rapporti operosi con il vicinato da costruire e con la necessità  dello studio di progetti per un ulteriore sviluppo, avverto la necessità della figura di un’autorità del Parco  che si dedichi con assiduità ad organizzare la gestione e la promozione della mia casa, che è anche la casa  di tutti voi…

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

LA PARTECIPAZIONE HA IL DIRITTO DI PAROLA – Lettera alla Gazzetta Aprile 2017

In queste settimane a Pegognaga si stanno svolgendo incontri pubblici con la cittadinanza nelle sue forme organizzative, sul tema della ristrutturazione delle scuole primarie e pertinenze. Da mesi l’Amministrazione Comunale ha avviato la gravosa procedura burocratica che  prevede anche la progettazione partecipata,  per cui  i cittadini sono invitati a partecipare ad incontri  programmati e gestiti da esperti incaricati dal Comune. Le prime assemblee sono avvenute alla presenza del corpo insegnante,  dei genitori, delle associazioni e dei gruppi consiliari. Gli incontri che hanno preceduto i gruppi consiliari hanno visto una scarsissima  partecipazione e di  contributo di idee al disotto delle aspettative.  Rammaricarsi dopo questi primi incontri è un sentimento che investe chi amministra e risultano paradossali le tante attenzioni che spesso i social media riversano sul locale: compaiano critiche astiose e polemiche gratuite o, peggio ancora, fake news che causano danno alla comunità. Forse non si dà il giusto valore ai cambiamenti che interverranno nel nostro Comune dopo il sisma  del 2012.  L’assegnazione dei  finanziamenti  per il ripristino dei plessi scolastici, del teatro comunale nonché della chiesa parrocchiale,  offre l’opportunità alla nostra comunità di rivedere una parte importante dell’urbano in una visione proiettata nel futuro. Il bene comune si alimenta con la  partecipazione concreta e con il pensiero di tutti per un confronto vivo, vocato a produrre le migliori soluzioni. La partecipazione  è un atteggiamento nobile della democrazia e della libertà; libertà che ognuno di noi rivendica in ogni istante, ma che spesso viene esercitata a scapito dell’interesse comune.

Dopo la famiglia, la scuola è l’agenzia educativo-formativa dei futuri cittadini ; essa riveste enorme importanza ed è pilastro portante della civiltà. I plessi scolastici citati hanno accolto alunni, insegnanti e operatori per oltre cento anni e ora dovranno essere efficentati, forse per altrettanti anni. Così come si evolvono i metodi d’insegnamento, si evolvono gli spazzi e  gli strumenti scolastici. Per queste ragioni “ l’operazione scuole” ha la necessità di nutrirsi di un confronto di idee a 360 gradi, che coinvolga tutta  la comunità, la quale deve porsi in modo scevro da  pregiudizi e schieramenti inopportuni.

 

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

I CAMBIAMENTI  CLIMATICI  STANNO  AMMALANDO  I CONTINENTI – Lettera alla Gazzetta Mazo 2017

Fumo di Ciminiere“La natura sussurra a noi i suoi segreti attraverso i suoni” usava dire Rudolf Steiner pedagogo e filosofo austriaco. Da molto tempo questi suoni sono  coperti dal nostro frastuono e da una  frenesia inarrestabile, mentre l’aria che ci avvolge è diventata meno respirabile. L’avvento della industrializzazione, avvenuta poco meno di due secoli fa, ha dato inizio alla corsa allo sviluppo economico e ancora oggi non ci rendiamo conto dove stiamo andando . La natura sofferente ce lo sta dicendo, ma noi non sentiamo più i suoi suoni, neppure ci accorgiamo delle sue ferite.

Si sono raggiunte in un breve spazio di tempo  400 parti per milione di C02  in atmosfera che danno origine all’effetto serra causando l’innalzamento delle temperature su tutto il pianeta. Si assiste all’avanzamento del deserto e di vaste aree siccitose  che investono oltre due miliardi di persone. La riduzione dei ghiacciai del pianeta non ha eguali in tempi storici. Nell’ultimo decennio la quasi totalità delle lingue glaciali perde tra mezzo metro e un metro di ghiaccio l’anno. Secondo lo studio della NASA , dall’inizio del xx secolo il livello degli oceani è cresciuto di 20 cm e più di 8 cm solo negli ultimi 20 anni. Dagli studi della FAO, la deforestazione è un’azione continua e inarrestabile tanto che ogni anno si perdono 13 milioni di ettari di foresta. Le foreste svolgono per tutti gli esseri viventi, e per l’uomo in particolare, un ruolo multifunzionale fondamentale, ma per sostenere lo sviluppo economico, a noi tanto caro, sacrifichiamo il polmone del pianeta  con la conseguenza che ci togliamo la terra sotto i piedi. Dall’ultimo rapporto della società  “Avvenia” sull’impatto del  cambiamento climatico emergono ben 42 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nel 2016, mentre le previsioni del 2017  i 48 milioni a causa di alluvioni e siccità.  Entro il 2050 si raggiungeranno i 200/250 milioni di migranti ambientali. Sembra restringersi il pianeta. Il continuo aumento di migranti sulle coste del sud d’Europa è un processo inarrestabile. Compito dei singoli Stati e delle loro istituzioni, nessuna esclusa, è organizzarsi per la migliore gestione dei flussi, assegnando ai migranti  un ruolo nelle singole comunità ospitanti. Occorre ricordare che  gli Italiani emigrati in ogni angolo del pianeta sono oltre venti milioni e ancora oggi centinaia di migliaia di giovani ogni anno emigrano in cerca di lavoro. I preoccupanti cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi 150 anni sul nostro pianeta sono principalmente di origine antropica ovvero derivati dall’azione dell’uomo. Soltanto  modelli di società più razionali possono far sperare in un miglioramento dello stato di salute del pianeta, ma perché ciò avvenga, noi tutti dovremo modificare molti comportamenti.  Le società del primato della libertà individuale senza il rispetto delle regole ambientali porteranno ulteriori  peggioramenti. Le generazioni precedenti hanno consegnato le chiavi della libertà a quelle successive, le quali sono entrate nella società prendendosi tutte le libertà anche quelle che non avrebbero dovuto con i risultati che conosciamo. Le future generazioni non porteranno  fiori sulle nostre tombe  e i cimiteri diventeranno dei tribunali. In un periodo storico relativamente breve, l’uomo occidentale prima e successivamente intere  popolazioni di altri continenti hanno corso e corrono tuttora, sopra la crosta terrestre, inseguendo un modello di società non sostenibile con gli equilibri ambientali causando l’esaurirsi delle risorse naturali. Alla luce di questi fenomeni, continuare a parlare di sviluppo economico come l’abbiamo conosciuto negli ultimi decenni è anacronistico, tanto più quando l’economia reale perde sempre più il sostegno della finanza organica a scapito della finanza speculativa. Il saggista Alkan Weisman sostiene che i cambiamenti climatici sono irreversibili perché noi ce la stiamo mettendo tutta per non salvare gli equilibri naturali, pertanto non ci resta che prenderci per mano e incamminarci verso l’estinzione. Fin da bambini abbiamo ricevuto l’insegnamento che a differenza dagli animali, l’uomo è un essere intelligente; ultimamente una corrente di antropologi  sostiene di avere forti dubbi in proposito, visto lo stato in cui abbiamo ridotto il pianeta.

 

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

DEGRADO AMBIENTALE INCIVILE – Lettera alla Gazzetta, Febbraio 2017

In attesa della primavera, l’inverno sospende la natura e  mette a nudo i comportamenti deplorevoli di noi umani. I bordi delle strade, i fossi e persino i campi sono disseminati di  rifiuti di ogni genere. Crescendo, la vegetazione coprirà in gran parte lo scempio che si ripresenterà al prossimo inverno. La vista di questo degrado rattrista il pensiero  rimanendo esso colpito dalla tanta indifferenza che alberga in molti di noi. Sporcare la terra che ci nutre e i luoghi che  abitiamo denota il grado culturale in cui siamo caduti. Si ha il timore di aver raggiunto un punto di non ritorno. Le Istituzioni da troppi anni hanno smesso d’investire nella cultura civica, hanno lasciato crescere le comunità nel culto dell’individualismo spinto. Ancora oggi, a partire dalle scuole fino ad arrivare alle amministrazioni locali non c’è più traccia di politiche forti per il bene comune. Non si pensi che il servizio di raccolta rifiuti si occupi di tenere pulito l’intero  territorio; non è previsto, infatti, se si volesse includere nell’appalto tale servizio, i costi delle tariffe subirebbero un forte incremento: cosa che i cittadini utenti non gradirebbero di certo.  Scrive Michele Serra su Repubblica, dopo la scoperta di un nuovo sistema solare con sette pianeti di cui tre simili alla terra: “il rischio  vero è che questa scoperta diventi un pretesto in più per finire di distruggere  la Terra originale, tanto poi in giro ce ne sono altre”. Meglio sarebbe riscoprire l’arte della manutenzione e della pulizia della nostra generosa madre. Già nell’ottocento lo scrittore Russo Dostoevskij in una delle sue frasi celebri sosteneva che la bellezza salverà il mondo. Possiamo aggiungere: la non bellezza  lo distruggerà, essendo giunti ormai ad un passo. Puliamo quindi il territorio dai rifiuti abbandonati; cosa che l’Assessore all’Ambiente di Pegognaga  ha deciso partendo dal Parco San Lorenzo nel  prossimo fine settimana, chiedendo ai cittadini frequentatori di questo bene ambientale di formare per l’occasione un gruppo di volontari operativi.

Si trova molto importante, a tal proposito,rendere noto che nel dicembre scorso; mediante  consegna di ampia documentazione fotografica, multimediale e descrizione storica, la nostra Amministrazione ha partecipato al premio del paesaggio indetto dal Consiglio Europeo. Dai 97 progetti esaminati, il nostro parco è stato selezionato fra i primi, essendo stato ritenuto meritevole di Menzione Tematica per gli obiettivi raggiunti per alto valore ecologico e di sostenibilità ambientale. Il 14 marzo l’Assessore all’Ambiente, in rappresentanza di tutta la comunità, si recherà a Roma per ritirare il riconoscimento.

Per mantenere pulito il territorio, in attesa di acquisire adeguata cultura ambientale e civica, occorre far nascere in ogni Comune un nucleo ecologico di volontari, dotato di mezzi idonei forniti dalle singole amministrazioni, che opereranno a distanza di brevi periodi, per l’anno intero sui singoli territori. Un’organizzazione simile ai nuclei di volontari che si occupano di trasportare con automezzi adeguati le persone anziane bisognose di servizi.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

L’ARIA E’ INQUINATA, SOS DA PEGOGNAGA – Lettera alla Gazzetta Febbraio 2017

Fumo di Ciminiere
E’ una delle vie con l’aria più inquinata del paese, lambisce la piazza centrale, è delimitata ai lati da palazzi a schiera dei primi decenni dell’ottocento con stretti marciapiedi, metà carreggiata è adibita a sosta automezzi, l’altra metà è transitabile a senso unico. Un “budello” di via per una lunghezza di ottanta passi, dove ogni giorno transitano centinaia e di automezzi che alle fine della strettoia si trovano di fronte ad un semaforo con il rosso temporizzato per un lungo tempo, innanzi al quale sostano  con motore acceso in attesa del verde. Mi riferisco ad un tratto di via Marconi frequentata anche da molti pedoni che si recano nei negozi che si affacciano sulla via. Ogni giorno l’inquinamento dell’aria è garantito e di ottima qualità: polveri sottili e altri inquinanti prodotti dagli automezzi in transito che si producono e si moltiplicano con il passare delle ore  e non si disperdono, visto che la via si configura come una galleria, entrano nei negozi con noi, e, approfittando del nostro respiro, si accumulano nel nostro corpo di giorno in giorno fino  a creare, con il tempo, lesioni al nostro cervello, all’apparato cardiovascolare e a quello respiratorio. Vi si riscontrano inoltre evidenti aspetti di degrado, a partire dalla presenza di alcuni segmenti di fabbricati che da  decenni risultano essere abbandonati all’erosione delle tempo. Alla

loro sommità hanno trovato dimora famiglie di piccioni che quotidianamente si sentono autorizzati ad imbrattare di guano i marciapiedi sottostanti. L’altro degrado ambientale è dato dal comportamento di dubbia civiltà di molti che gettano mozziconi di sigarette nelle vicinanze della nuova tabaccheria, creando un tappeto che si estende fin dentro le caditoie del pozzetto ( realtà presente in tanti altri luoghi di aggregazione del paese). Teniamo conto che un mozzicone impiega circa cinque anni prima di essere degradato nell’ambiente, è intriso di una cinquantina di sostanze tossiche ed è considerato rifiuto speciale. Tanti di questi mozziconi finiscono nelle fogne e nei canali superficiali fino a raggiungere i mari, creando seri danni alla fauna ittica. In Italia ci sono 12 milioni di fumatori che consumano ogni anno 51 miliardi di sigarette: il fumo che si sprigiona dalla loro combustione  inquina l’aria contribuendo all’effetto serra.  Pur essendo un buon contribuente per lo Stato, il fumatore procura tuttavia  alti costi anche a carico del servizio socio-sanitario nazionale: il 95% dei fumatori contrae malattie croniche che sviluppano il tumore ai polmoni; in Italia ogni anno muoiono 80.000 persone a causa del fumo di sigaretta: un olocausto. Il fumatore oltre ad essere un costo per lo stato, è pure un generatore di malattie per animali domestici, cane e gatto in particolare, che subiscono danni causa  del così detto “fumo passivo.” L’ente per il controllo sui farmaci degli Stati Uniti (Fda),  ha accertato che il fumo fa aumentare il rischio di tumori e di altre malattie delle vie respiratorie anche a questi animali.

La legge 221 del 28-12-2015, in vigore dal febbraio 2016, prevede multe fino a 300€ per chi getta mozziconi di sigarette per terra.

Un altro elemento di degrado, decisamente  indecoroso, a Pegognaga come in tanti altri luoghi, sono gli escrementi di cani lasciati sui marciapiedi, sotto i portici, nei parchi e nelle aree pubbliche in genere. Il cane è un animale adorabile, vero amico dell’uomo, che diffonde serenità e benessere in tantissime persone, dai bambini ai più anziani. Negli ultimi anni si è diffusa la sua presenza in molte famiglie: in Italia ne sono censiti oltre 7 milioni. In molti casi i comportamenti dei loro padroni li  umanizzano, al punto di privilegiare i rapporti con loro, rispetto a quelli con le persone (a volte con ragione). Anche i cani sono “abitanti” e, in quanto tali, da rispettare, però anche loro, o meglio i loro padroni, devono rispettare il paese, gli spazi pubblici. Ogni qualvolta  si passeggia con il proprio animale, occorre munirsi di guanti e sacchetto per la raccolta delle feci,  dice la legge in vigore  che prevede anche ammende per i trasgressori  fino a 150€. Di recente il Sindaco di Piacenza ha emesso un’ordinanza che prevede per i proprietari di cani l’obbligo di  essere muniti anche di bottiglia dell’acqua per lavare dove l’animale fa sporco.

Una buona notizia viene data dall’assessore all’ambiente di Pegognaga: a breve saranno  installati i raccoglitori per i mozziconi di sigarette nei luoghi di aggregazione e i raccoglitori per deiezioni animali  per il paese. Tutto ciò non è tuttavia sufficiente a rendere efficace l’azione dell’assessore: occorre infatti che il Sindaco  emetta un’ordinanza in merito  che  preveda anche, controlli da parte dei vigili urbani per accompagnare i cittadini nello sviluppo di buone prassi e nel  rispetto delle leggi.

 

Renzo Gazzoli
Movimento cittadini attivi Pegognaga  22-02-2017

Unioni Fusioni dei Comuni – Lettera alla Gazzetta, Gennaio 2017

In ogni angolo della nostra Provincia non c’è amministrazione locale che non parli di unioni-fusioni fra Comuni. Piccoli, medi, ma anche grandi Comuni sono investiti del problema. Da tempo si parla della grande Mantova. Nell’alto, medio e basso Mantovano i Comuni stanno facendo le prove, alcuni sono già in scena con le unioni; soltanto due sono giunti alla fusione. Un gruppo di tre Comuni del destra secchia ha avviato la procedura per la fusione, mentre nell’area del sinistra secchia due Comuni hanno dato avvio all’unione e tutti e sei hanno deliberato per lo studio di un progetto di fattibilità per l’unione a sei. Sembra proprio che questa sia la strada da seguire per arrivare in tempi ravvicinati ad amministrazioni non più di singoli territori come abbiamo finora conosciuto, bensì di aree omogenee. Questa è la sfida che si trovano ad affrontare i singoli Comuni per poter continuare ad offrire alle comunità servizi efficienti e a non sopprimerne, a gestire con adeguate misure la sicurezza dei cittadini e presidiare i territori sotto il profilo ambientale. Per necessità oggettive non contestabili, l’evoluzione da compiere non è rimandabile in quanto investe non soltanto il futuro, ma anche l’attuale presente, costellato di sofferenze che i Comuni stanno vivendo, in termini di risorse finanziarie, economie e di personale.
Il semplice cittadino si chiederà il perché di questo fermento che, in qualche modo, lo investe provocandogli smarrimento e preoccupazione . I Comuni che intraprendono la strada della fusione, dovranno avere l’avallo dei cittadini attraverso un referendum. Sarà il risultato di quest’ultimo a determinare il futuro. Se le comunità saranno spinte dalla paura di perdere la propria identità e non da quella di perdere servizi importanti e strumenti per garantire la sicurezza, sarà difficile ottenere il consenso. Ma l’identità dei singoli e quella collettiva si crea sulla memoria storica e del presente sul piano sociale, culturale ed economico delle comunità, quindi si collegano alla presenza ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini e alla tenuta della struttura socio- culturale ed economica della comunità intera. Derek Parfit (1942-2017), filosofo specializzato in problemi di identità personale e razionalità, sosteneva che l’identità è la continuità temporale a collegamenti tra “eventi fisici e mentali, in particolare alla memoria”. Si tratta quindi non soltanto di spiegare correttamente la necessità dell’evoluzione, ma di dare la corretta interpretazione all’identità per sconfiggere le paure. Zygmunt Bauman sosteneva che la paura dei cambiamenti nella società, è una sorta di utopia alla rovescia: quella che guarda al passato e non al futuro, che rischia di tornare indietro invece di andare avanti, che si illude di fuggire il presente trovando riparo in una indistinta età dell’oro. Paure che si muovono da piccolezze per amplificarsi sempre più, fine a farne un assoluto. A differenza delle falsità, che fanno velocemente il giro del mondo, le verità devono ancora mettersi in cammino.
Quindi occorre mettere in cammino le verità della evoluzione che i Comuni sono chiamati a compiere, prima che subentrino le falsità di facile produzione; sarà compito degli amministratori e delle forze politiche presenti nei singoli Comuni intraprendere le giuste iniziative in proposito.
Vivendo in comunità politiche e sociali molto competitive, spesso le certezze sono alimentate da non verità. La rete alla quale molti di noi, troppo spesso, si affidano per essere informati e per comunicare alla velocità della luce, ci ha tolto il tempo e la cultura di ricercare la verità oggettiva sulle cose, aumentando così il popolo dei creduloni e riducendo, altresì, di giorno in giorno, le ragioni del dubbio. La parola e il linguaggio populista, per molti sono finalizzati alla convenienza politica o personale oppure economica, a scapito del bene comune.

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Inquinamento olfattivo

Fumo di CiminiereNell’ultimo Consiglio Comunale di Pegognaga ho assistito ad un interessante dibattito-confronto fra gli esponenti dei singoli gruppi sul tema dell’inquinamento olfattivo che, di tanto in tanto, investe tutto il centro urbano del paese; proviene da due attività industriali importanti da tempo insediate alla periferia del centro abitato. Il dibattito è stato promosso da due interpellanze delle minoranze, nelle quali si sono illustrati  con forte sensibilità e conoscenza di dettagli la tematica. Con altrettanto vigore e con dati rilevati dalle autorità competenti, la maggioranza non si è sottratta al confronto, fornendo ai cittadini lo stato dell’arte e le azioni da intraprendere. Occorre sottolineare che, in alcuni frangenti, l’aria che si respira è formata da composti “tossici”. A tal proposito va ricordato che ognuno di noi respira per vivere e non per “ morire”. Il tema in oggetto deve volgere a soluzione nel più breve tempo possibile. Ogni attore che provoca inquinamento a danno della salute delle persone e dell’ambiente è investito del problema. Gli insediamenti sono stati concessi a suo tempo per incrementare le attività industriali, dare lavoro e benessere sociale, non certamente per creare inquinamento  dell’ambiente e disagi alla popolazione. Oggi le attività industriali hanno a disposizione tecnologie con le quali è possibile dare soluzione ad ogni ordine di problema, sia di produzione, sia di qualità delle materie, di marketing, di ambiente di lavoro e di  depurazione degli scarichi liquidi, solidi e gassosi. In epoca industriale 4.0  dove la cultura per la salute delle persone e dell’ambiente ha assunto una grande importanza  nelle popolazioni, non sono più compatibili attività che non abbiano la necessaria attenzione per il territorio in cui sono ubicate e per chi vi abita.

E’ con il massimo rispetto che mi rivolgo ai proprietari e ai manager delle due aziende affinché attuino tutti gli accorgimenti necessari nel condurre le loro attività nel rispetto dei diritti delle persone e dell’ambiente in termini di salubrità. Chi scrive è un vostro collega che, da anni mette sul medesimo piano il valore della produttività e della remunerazione con il benessere delle persone  che lavorano e l’ambiente esterno. Questo è un modo etico di fare impresa, che consente di essere  accolti con favore dal territorio, dando un  futuro alle nostre attività industriali.  Anche l’impresa è un soggetto importante della società e, in quanto tale, dovrebbe coltivare valori sociali e culturali attraverso la promozione del fare, creando benessere per una società matura come la nostra, senza nulla togliere alla salute delle persone e dell’ambiente. In altre parole, spetta anche a noi gestire l’economia ambientale, parte integrante di ogni attività. Se ci sottraiamo a questa responsabilità, non facciamo altro che mettere in serie difficoltà le istituzioni e il territorio che ci ospita, senza averne il diritto.

 

Renzo Gazzoli

Pegognaga  14/12/2016

L’aria che respiriamo – Lettera alla Gazzetta, Novembre 2016

Di recente l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità )ha divulgato il rapporto che analizza i dati di tremila località del mondo; aree e città che comprendono il 92% della popolazione mondiale che vive in luoghi in cui le polveri ultrasottili chiamate PM 2,5 superano di molto i 10 microgrammi per metro cubo. La pianura Padana rientra in queste aree e i più colpiti sono i centri abitati. I maggiori responsabili di questo inquinamento dell’aria sono i mezzi motorizzati  circolanti.
ATS Val Padana ( Assistenza Territoriale Sanitaria, ex distretti ASL delle Province di Mantova, Cremona, Crema ) ha emanato il rapporto sullo stato di salute  dei cittadini dell’area: soltanto il 15,2% dei cittadini gode di ottima salute, i restanti convivono con acciacchi importanti e malattie croniche.
Nel 2015 l’allarme dell’ONU: record di gas serra in atmosfera, 400 parti per milione di CO2 mai raggiunti nella storia. L’aria avvelenata che respiriamo provoca  malattie cardiovascolari, ictus, cancro ai polmoni a qualunque età, mentre il riscaldamento del pianeta aumenta inesorabilmente la sua temperatura causando lo scioglimento dei ghiacciai. In meno di cento anni i ghiacciai delle Alpi si sono ritirati del 48%, mentre nell’Artico masse enormi di ghiaccio continuano a galleggiare e a sciogliersi nel percorso verso l’oceano; nell’Antartide, a causa del riscaldamento delle acque,  un’ enorme massa di ghiaccio viene erosa a ritmi sempre più rapidi.
Il buon senso e la ragionevolezza ci portano a pensare che questi grandi mutamenti in atto siano largamente sufficienti per indurre ognuno di noi a modificare lo stile di vita per limitare l’inquinamento, per avere un’aria più respirabile e temperature meno calde, a partire dall’uso  dell’automobile nei centri abitati dove l’aria è più avvelenata e dove vive la maggior parte delle persone. Se non in rari casi, non si vedono azioni e scelte tali da  ridurre la presenza delle auto sulle strade urbane per lasciare più spazio  alla mobilità compatibile con l’ambiente.
Per molte persone l’automobile è diventata una protesi, come un vestito da indossare al mattino appena ti svegli e da togliere prima di andare a letto. Un pericolo incombente per le persone circolanti a piedi o in bicicletta, basta una piccola distrazione che ti schiacciano sull’asfalto come un gatto. Anche se attraversi la strada vestito di nero non si fermano, la scaramanzia del gatto nero non funziona più. In particolare nelle piazze e a ridosso dei plessi scolastici, vespai di auto sovrastano  bambini, e adulti e li inghiottono facendo scendere un gelo metallico seguito da una brezza di polveri sottili. Si affollano con la propria auto a distanze millimetriche dalle palestre e dalle piscine, luoghi dove si pratica attività fisica e ci si allena a trattenere il respiro, unico rimedio per restare più in salute durante il giorno, quando l’aria è molto più velenosa.
Difficile pensare che i cambiamenti comportamentali in ambiti pubblici avvengano per improvvisa consapevolezza: questi andrebbero accompagnati da regole di senso, suggerite da una visione eco-sostenibile.
L’autorità preposta per  proteggere i cittadini dall’inquinamento e a curarsi della loro incolumità è il Sindaco: ridurre il traffico dei mezzi motorizzati negli spazi sopra indicati non comporta  finanziamenti e tantomeno lunghi percorsi burocratici, si tratta di avere sensibilità e coraggio politico. Non facendo alcunché si viene meno ad un ruolo istituzionale.
Nello stesso tempo ognuno di noi si adoperi per ridurre la propria impronta ecologica imponendo a sé medesimo le buone pratiche, poiché l’esistenza non è solo la propria  ma è quella della comunità intera.

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Lettera alla Gazzetta, Ottobre 2016

Se di primo mattino veniamo svegliati dalla sirena dell’autoambulanza, pensiamo ad un vicinobisognoso di soccorso, non pensiamo che i soccorritori sono tre volontari. Se durante un viaggio inauto ci capita di essere fermati da una persona con giubbotto a strisce e una bandierina rossaperché è in transito una corsa ciclistica, quella persona è volontaria. Quando torniamo soddisfattida una delle tante feste paesane, ricordiamoci che il merito è di tanti volontari. Questi esempi cifanno dire che il lavoro dei volontari, è di una preziosità inestimabile. Patrimonio umano chededica parte del suo tempo e competenze, al servizio degli altri; anima e motore delle comunità,collante del tessuto socio-culturale. Le innumerevoli associazioni richiedano volontari e ricambiogenerazionale continuo. In molti casi ciò non avviene. Se fosse proibito fare volontariato allepersone di 50 anni e oltre, il mondo delle associazioni quasi non esisterebbe, mentre sembra siavietato alle persone sotto questa età; per quest’ultima fascia di età, soltanto oasi nel deserto. Lecomunità saranno sempre più povere man mano che il volontariato viene meno.Il tema è d’importanza rilevante perché chiama in causa il modello di società che negli ultimidecenni ha provocato molti danni:la società sta assumendo una metamorfosi che ci allontana dai valori di convivenza e di solidarietà,gli stili di vita suggeriti sono rappresentati da un individualismo eccessivo. Da qui nascono azionie comportamenti di divisione permanente che riducono le comunità ad un insieme di individuiprivi di un adeguato senso civico. Un tempo la politica e i partiti catalizzavano masse intorno aloro anche con forme di aggregazione, grazie ad un pensiero , seppur ideologizzato, ma intrisoanche di valori rispettabili. Ora stanno progressivamente perdendo la loro nobile funzione,Assistiamo di frequente a scontri e a conflitti negativi fino a pensare alla cancellazione dell’altro.La politica si sta riducendo ad un residuo della democrazia, svuotandola dai suoi valori. In troppicasi i politici, chi fa politica e chi pretende di farla, si dimostrano cattivi maestri. Tuttavia, non sipuò pensare di far senza la politica e i partiti in un regime democratico. Occorre, quindi, da un latoassumere un atteggiamento di resilienza e, dall’altro, contribuire ad una rigenerazione culturaledella politica.Se si perde sempre più fiducia negli altri, una società non ha alcuna prospettiva di migliorare, forsenemmeno di sopravvivere e porta ognuno a sopravalutare fino al ridicolo le proprie capacità di farea meno degli altri. In questo stato di cose la coesione socio-culturale delle comunità può trovaremaggiormente riscontro nella trama delle associazioni territoriali e nel mondo del volontariato.Gli Enti Locali sono chiamati a promuovere la cultura del volontariato, destinando risorse,strumenti e uno sportello del volontariato affinché l’associazionismo continui l’attività sociale,culturale e ambientale dei territori, mantenendo attiva la comunità e, con essa, un sano civismo.

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga