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L’AMBIENTE DA SALVARE (Lettera alla Gazzetta di Mantova del 28-03-2019)


Si dice giustamente che la terra l’abbiamo avuta non in eredità dai nostri genitori, bensì in prestito da figli,nipoti e pronipoti. Nei paesi gravati da un forte debito ( in danaro) pubblico che pesa già sulle spalle giovani e future generazioni. Ma si tace sul debito, che pure gli stiamo addossando in risorse ambientali e stabilità del clima. L’altra faccia della stessa medaglia di una economia e stili di vita predatori insostenibili. I governi di tutto il mondo sono avvertiti: i millennials non intendono assistere in silenzio al progredire della crisi climatica. Le grandi manifestazioni di giovani avvenute il 15 scorso in 150 paesi del mondo sono li a dimostrarlo.
La giovane svedese Greta Thunberg invitata all’assemblea ONU Cop 24 di Katoeice in Polonia il
dicembre scorso, di fronte al mondo intero ha pronunciato le seguenti parole: non ci stancheremo di parlare dei cambiamenti climatici, vogliamo che vi sentiate come se la vostra casa andasse a fuoco. Come se vi mancasse l’aria che respirate. Come se non aveste futuro. Il clima sta impazzendo, nessuno può negarlo; basta chinarsi e toccare la terra. Basta guardare i canali privi d ‘acqua. Basta guardare il fiume Po che langue. La siccità del sud del pianeta sta salendo verso il nord a ritmi preoccupanti.
Gli agricoltori fino a qualche anno fa sapevano cosa aspettarsi dalle stagioni. La terra senza acqua produce fino al 50% in meno. I cicli delle coltivazioni cambiano e le temperature elevate mettono in crisi il benessere animale. Se oltre a tutto questo si aggiunge l’uso eccessivo di pesticidi, i quali contribuiscono alla distruzione di insetti utili come le api, il quadro ambientale in cui viviamo diventa sempre più meno ospitale Nel Land più ricco della Germania, la Baviera, in pochi decenni si sono dimezzate le api; ora la popolazione chiede un referendum per salvarle dopo aver raccolto due milioni di firme.
E’ noto che l’attività agricola produce circa un quinto di Co2, elemento responsabile dell’effetto serra e conseguenti cambiamenti climatici. Se il sogno della meccanizzazione, della informatica e pure della robotica in agricoltura si è avverato, ora la nostra agricoltura di pianura deve realizzare il sogno della natura. Il decano dei biologi l’Americano Edward O. Wilson, afferma che per salvare il pianeta occorre ridare il 50% della terra alle natura. La nuda terra non può vivere a lungo senza gli alberi. Perché allora non riservare porzioni di aree agricole a boschi? Non per fare legna, ma per catturare le Co2 che la stessa attività produce, inoltre gli alberi contribuiscono a mitigare il clima.
Il prof. Stefano Mancuso che dirige il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale afferma: le piante dopo averci reso possibile vivere, resesi conto della nostra incapacità di svilupparci autonomamente possono correre in soccorso regalandoci regole per la sopravvivenza della nostra specie.
Sembra incredibile: la selva, la foresta, il bosco che per secoli hanno simboleggiato smarrimento e paura, potrebbero diventare gli strumenti della nostra salvezza. Se saremo in grado di capirlo.

Lettera alla Gazzetta di Mantova del 3-2-2019

 

A Pegognaga sono iniziate le lezioni di cultura amministrativa rivolte ai futuri amministratori, e non solo, di tutti gli schieramenti politici che intendono presentarsi alle prossime elezioni amministrative.

L’iniziativa è promossa dal Movimento Cittadini Attivi di Pegognaga, è intesa come servizio alla comunità; nasce dall’esigenza di far conoscere  come funziona un Comune nei suoi fondamentali. Crediamo che questo sia ciò che i cittadini chiedono a coloro che si presenta nelle liste per essere eletti.

La macchina amministrativa presenta non poche difficoltà e l’apparato burocratico e legislativo in costante evoluzione richiedono un serio impegno, da parte sia del personale sia  degli amministratori. Quando una persona cerca lavoro o si presta per un nuovo incarico, è necessario conoscerne  le competenze per la mansione che si presta a svolgere; non diversamente, si presume che il cittadino voglia conoscere la formazione di coloro che è chiamato a votare. In passato c’era chi si candidava per essere esposto in vetrina o per fare la bella statuina, questa non era una scelta  d’apprezzare. Candidarsi invece per essere attore che recita la propria parte alla comunità, sapendo di poter essere applaudito, ma anche fischiato per il lavoro svolto, è da considerare una scelta rispettosa e apprezzabile.

Questa riflessione, che si richiama ala filosofia dell’essere e del saper fare, dovrebbe investire tutti coloro che intendono mettersi in gioco.

Ora gli schieramenti si stanno preparando ai blocchi di partenza per dare inizio alla campagna elettorale vera e propria. Noi del M.C.A. abbiamo da tempo annunciato pubblicamente il progetto di lista e le linee essenziali del programma, che su nostra iniziativa  abbiamo sottoposte più volte ai dirigenti del PD. L’intervista rilasciata alla Gazzetta del 26 scorso del segretario M. Carra, dimostra che le nostre idee non sono state prese in considerazione e che il confronto è risultato una perdita di tempo. Le primarie per scegliere il candidato sindaco sono uno strumento del PD, pertanto gli amici del PD  hanno tutto il diritto di attuarle per poter individuare il loro candidato sindaco e per essere ancora riferimento della comunità, questo è quanto affermato dall’intervistato. Parlare di rinnovamento  puntando tutto sulla figura del sindaco e non sulla squadra  è un errore. La figura del sindaco deve esercitare il ruolo di regista con spiccata poliedricità.

Ricordiamo a chi ha poca memoria che nella conferenza stampa di dicembre abbiamo dichiarato l’apertura al confronto con tutti gli schieramenti, e  nella nostra lettera al direttore di questo giornale, del 9 gennaio scorso, abbiamo invitato i Civici uniti ( per favore, diteci chi siete perché anche noi siamo civici, ma abbiamo sempre detto chi siamo) e le attuali minoranze ad un confronto sui fondamentali che investono l’amministrazione e gli interessi della comunità. Nessuno si è affacciato alla finestra. Abbiamo inoltre invitato di persona i membri delle minoranze ( e non sappiamo ancora se comprendono anche i Civici uniti o  se siano  un’emanazione dei primi),  a partecipare al nostro programma di lezioni di cultura amministrativa. Quindi chi deve uscire allo scoperto e togliersi la maschera? Se si vuole dialogare con noi si batta un colpo.  Come sopra dimostrato, da tempo noi battiamo colpi, ma l’arte del politichese e del gioco a nascondino dovete insegnarceli voi. Noi non abbiamo nessun  primato da difendere e nemmeno coltiviamo il desiderio di mandare il PD all’opposizione usando armi improprie come il rancore o peggio ancora, forme vendicative. Questo è un modo di fare politica malato che diseduca la comunità. Ci sentiamo costretti a rispondere ai richiami a noi rivolti, ma il confronto vero non può avvenire tramite stampa, i cittadini si aspettano ben altro da chi ha la pretesa di amministrarli.

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga                                                          

Presentazione delle Lezioni Culturali Amministrative per futuri candidati

L’ iniziativa promossa dal Movimento Cittadini Attivi di Pegognaga, nasce dall’esigenza di conoscere: conoscere per sapere come funziona un Comune nei suoi fondamentali. Crediamo sia quello che i cittadini chiedono a chi si presta a candidarsi per amministrare il Comune.

La macchina amministrativa presenta non poche difficoltà e l’apparato burocratico e legislativo in costante evoluzione richiedono un serio impegno, sia da parte del personale, sia da parte degli amministratori.

Oggi quando una persona cerca lavoro o si presta per un nuovo incarico, è dato conoscere le sue competenze per una determinata mansione cui si presta a svolgere, non molto diversamente si presume che l’elettore voglia conoscere la formazione di chi pensa di eleggere.

La conoscenza investe la responsabilità che a sua volta chiama in causa la coscienza individuale e collettiva. Crediamo che queste siano le condizioni per la formazione di una comunità degna di questo nome in grado di facilitare il compito di chi amministra.

In passato c’era chi si candidava per essere esposto in vetrina, questa  non era una grande scelta. Mentre candidarsi per essere attore che recita la parte sul palcoscenico della comunità, dove essa  può applaudire, ma anche fischiare il lavoro degli eletti, è considerata una scelta rispettosa e apprezzabile.

Questa vuole essere nient’altro che una semplice riflessione che dovrebbe investire tutti noi e che si richiama alla filosofia dell’essere e del fare.

Programma di lezioni culturali amministrative 2019

 

Come preannunciato nella precedente conferenza stampa, da venerdì 25 gennaio e fino ad aprile, avrà inizio un ciclo di lezioni, che si svolgerà presso il Centro Culturale di Pegognaga. Le lezioni avranno inizio alle ore 20.45.
Le lezioni sono rivolte sopratutto alle persone che intendono candidarsi nelle liste elettorali alle prossime elezioni amministrative. Sono aperte alla partecipazione di tutti gli schieramenti politici, ma anche a semplici cittadini. Si tratta della promozione di un servizio per la conoscenza del funzionamento del Comune e delle competenze fissate dalle leggi vigenti. Pensiamo che questa iniziativa sia utile alla comunità in quanto, persone elette siano dotate di conoscenze in grado di svolgere al meglio il loro mandato.

Le lezioni tratteranno i seguenti ambiti:

– Ruolo e funzioni del segretario comunale
– Finanza, bilancio del comune e dell’unione
– Urbanistica, patrimonio pubblico, funzione dell’ufficio tecnico. – Servizi sociali, servizi alla persona, RSA, azienda speciale.
– Scuola, Centro Culturale e teatro.
– Ruolo e funzioni del Sindaco, assessori e consiglieri.
– Ambiente: inquinamento, rifiuti, verde pubblico, parco.

Data delle lezioni:
– Venerdì 25 gennaio

  • 8 febbraio
  • 15 febbraio
  • 1marzo
  • 15marzo
  • 29marzo
  • 13 aprile

Lista Civica “Rinnoviamo Pegognaga”


Il nostro motto si declina in cinque punti: Visione – Progetto – Metodo – Comunicazione – Azione.
La lista civica “Rinnoviamo Pegognaga” è una lista aperta alle persone e alle associazioni che condividono con noi un nuovo percorso amministrativo.
Il confronto delle idee e la collaborazione sono i capisaldi di una dialettica sui grandi temi che si dovranno affrontare e gestire nei prossimi anni e che indichiamo nei seguenti ambiti:

Stato socio- culturale della comunità. Risorsa imprescindibile per raggiungere il benessere nei rapporti umani. Azioni mirate.

Ambiente: nuovo approccio per dissolvere le criticità ambientali; aria, acqua, suolo, verde.

Opere pubbliche: scuole, teatro, campus scolastico e culturale, viabilità urbana, ciclabili.

Risorse umane e finanziarie: gestione razionale ed efficace per il mantenimento degli attuali servizi.

Delega alle attività produttive: per una politica di mantenimento dell’attuale assetto produttivo e per un incrementare di nuovi insediamenti.

Si vuole Inaugurare un modo gentile di amministrare. Un gruppo di persone dotate di competenze e impegno si dedicheranno alla gestione dell’Ente. Un gruppo che saprà fare squadra sotto l’egida di una attenta regia.

 

ORGANIZZAZIONE
Dal mese di gennaio fino a tutto il mese di aprile, avranno inizio lezioni di formazione specifica per i nostri candidati e nuovi aderenti, con esperti in campo amministrativo in tutti i settori di competenza del Comune.

Se la nostra lista sarà eletta, il gruppo di maggioranza si avvarrà del confronto dei gruppi che la sostengono per mettere in pratica, le azioni che di volta in volta gli amministratori sono chiamati ad attuare.

 

IL CITTADINO ATTIVO
La partecipazione dei cittadini: nei locali pubblici più frequentati saranno installate delle urne dove i cittadini possono depositare idee, progetti e problemi legati al benessere della comunità. La comunicazione: ricoprirà uno spazio importante con un impegno costante utilizzando gli strumenti oggi disponibili.

Avremo una particolare attenzione: al rispetto delle regole di convivenza.

Opereremo: per una comunità più coesa e solidale per dare più valore ai rapporti umani.

Avremo cura: del mondo del volontariato dotandoci di uno sportello al servizio delle associazioni locali.

Le attività sportive: avranno un interlocutore attivo con la nuova amministrazione.

Lettera alla Gazzetta, 1 Gennaio 19

Erano mesi che le penne non scrivevano più. Si aspettava che Babbo Natale  portasse fra i doni un calamaio d’inchiostro. Così è stato e in tutta fretta dai banchi delle minoranze di Pegognaga si sono messi a scrivere senza curarsi troppo di cosa vuol dire, per una coalizione di più soggetti con sensibilità diverse, avere la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. Le critiche sono utili a raffinare il pensiero, ma non possono prescindere dalla conoscenza delle dinamiche di una coalizione, tanto più quando la sua composizione è costituita da rapporti di forza molto disuguali. Chi fa politica questo dovrebbe saperlo. La nostra parziale delusione per l’operato della attuale Amministrazione deriva dalla mancanza del raggiungimento di alcuni obiettivi  indicati nel programma. Pur comprendendo la necessità di dover esercitare la capacità di mediazione e anche compromessi ( l’ABC della politica), tuttavia il risultato è stato inferiore alle aspettative. La scelta coraggiosa di far parte dell’attuale maggioranza è stata quella di credere che un cambiamento rispetto al passato era possibile. Questo non è avvenuto nei termini desiderati soprattutto per l’inefficienza della regia da parte del maggior responsabile della coalizione che a cascata ha penalizzato l’azione dei membri dell’Amministrazione. Quello che ancora viene detto a proposito del referendum popolare del settembre scorso, è tutto vero. Vere sono anche le maggiori difficoltà che incontreranno i futuri amministratori, vista la perdita di importanti risorse finanziarie, e altrettanto vera sarà l’impossibilità di soddisfare taluni bisogni reali dei cittadini. Ad ognuno le proprie responsabilità.
C’è chi sostiene con convinzione che i cittadini hanno sempre ragione, noi invece diciamo che i cittadini hanno ragione, ma non sempre.
Questa esperienza ha contribuito a restituirci la forza di esporci di nuovo per cambiare  paradigma, grazie anche alle competenze acquisite e trasmesse all’interno del  nostro movimento. Dagli errori è possibile imparare qualcosa di nuovo.
Il tempo della politica di oggi è un tempo di tanta mediocrità, che parte dal basso fino ad arrivare al cuore delle Istituzioni.
Le attuali minoranze cercano il consenso col metodo  bulldozer: col demolire l’azione, il pensiero e le persone considerate loro avverse, si fanno attori della divisione col risultato di trovare attorno a loro cumuli di inerti. Così facendo, sottraggono  protagonismo al loro pensiero, alla loro visione, ai loro ideali cui dovrebbero andare fieri,  per divulgarli alla comunità e renderla migliore.
La sfida è aperta e invitiamo le minoranze, ma non solo, a un confronto sui fondamentali che investono l’Amministrazione. Questo terreno non deve essere un campo di battaglia, ma luogo di rispetto dove il confronto diventa un atteggiamento nobile al servizio di un cittadino consapevole.

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

 

Lettera alla Gazzetta, 26 Aprile 2018

Se si vuole continuare  a scrivere e a parlare di fusione dei comuni di Pegognaga e di Motteggiana, occorre sotterrare gli slogan e fare uscire dall’arena le tifoserie, questo per poter disquisire sulle vere motivazioni di questa proposta rivolta a tutti i cittadini. Prima però, non dobbiamo prescindere  dalla natura e dalle condizioni in cui versano oggi i comuni delle nostre dimensioni, anche per capire dove stanno andando se nulla si cambierà.
Sono anni che i comuni  vivono una condizione amministrativa  difficile in tutti i settori che gli competono. Tante sono le osservazioni e le critiche provenienti dai cittadini per la mancanza di interventi sulle manutenzioni delle opere pubbliche, per i mancati investimenti e per il precario funzionamento di alcuni servizi. Spesso ci si limita ad attribuire  le responsabilità solo ed esclusivamente alla incapacità di chi amministra. Questa è sicuramente la cosa più facile per chi non ha conoscenza in materia. E’ anche vero che talvolta, le spine della burocrazia e la mancanza di risorse finanziarie, si sommano alla neghittosità di alcuni amministratori. Sta di fatto che  il cittadino non sempre conosce le vere ragioni che determinano lo stato delle cose. In pochi anni la popolazione di Pegognaga ha avuto un calo di poco meno di trecento abitanti, i decessi superano i nati del 35%, immigrati che emigrano in altri stati, giovani laureati che si allontanano per opportunità mancate, la popolazione attiva in costante calo causa la dotazione della robotica nell’industria e delle persone che raggiungono l’età di pensionamento. I trasferimenti dello Stato sono in costante calo – dall’anno 2010  hanno subito un calo di oltre il 50%. Mentre le entrate proprie del Comune non aumentano anzi, tendono a diminuire, a partire dalla crisi economica del 2008. L’organico è in costante calo a causa delle restrizioni di legge, la spesa sociale è in costante aumento ( assistenza a famiglie in difficoltà economiche, assistenza ai diversamente abili ed altro), la manutenzione del patrimonio pubblico è al di sotto delle necessità per mancanza di risorse finanziarie, ed il patrimonio edilizio disabitato è in costante aumento. Queste sono – chi più e chi meno le condizioni in cui si trovano i comuni piccoli  come Pegognaga e Motteggiana. La proposta di fusione dei due comuni qui citati consentirebbe di raggiungere importanti obbiettivi nel breve termine, come ad esempio: mantenimento degli attuali servizi e loro miglioramento, l’avanzamento di una politica di incentivi per le attività economiche per creare una maggiore occupazione, avere maggiore cura dell’ambiente e una maggiore cura della sicurezza dei cittadini. Inoltre, sarebbe possibile avere un regime di tassazione medio basso in tutte le competenze comunali, avere un organico sufficiente per i servizi erogati, avere un dinamico equilibrio demografico, avere la possibilità di progettare nuovi servizi e nuovi investimenti in opere pubbliche, e la possibilità di ridurre sensibilmente il debito pubblico. Tutto questo  può essere possibile grazie al consistente contributo finanziario che lo Stato ( vedi comma 868 della legge di bilancio 2018 ) conferirà ai due comuni fusi, per la precisione: ( 994.538 euro ogni anno per dieci anni), oltre a ciò si otterranno notevoli vantaggi nella organizzazione e nella gestione del nuovo Comune, come previsto dalla legge. Quindi fusione non vuol dire la somma di due comuni, ma vuole essere l’inizio di una unione del territorio dei sei comuni del destra Po per una visione del futuro in grado di vincere le criticità sopra esposte e che accomunano tutta quest’area. Siamo consapevoli dell’esistenza di visioni differenti, ma che anch’esse dovrebbero indicare i mezzi, gli strumenti e le risorse con i quali dare uno sviluppo socio – culturale ed economico dignitoso ai cittadini di questo territorio e alle  comunità di appartenenza.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Una gazzarra senza senso – Lettera alla Gazzetta, Aprile 2018

E’ stato un “bellissimo” dibattito urlato fra sordi. Il pubblico in sala ha disapprovato con sdegno. Gli eletti si sono parlati sopra l’un con l’altro con  occhi a palla che lacrimavano livore, mentre dalle bocche uscivano parole inumidite tanto da far ritrarre i microfoni. Nemmeno al proprio cane si usa urlare così tanto  quando non obbedisce. Si è scambiato il luogo istituzionale per il cortile di casa propria. La gente all’esterno della sala, sentendo l’assordante vociare, si è precipitata all’interno per verificare se era il caso di chiamare il 118. Nessuno stava male, soltanto il rispetto per il ruolo ricoperto e l’etica della politica avevano bisogno di un soccorso urgente. Stiamo parlando dello scenario visto nel Consiglio Comunale di Pegognaga del 12 marzo. Il sipario si è aperto e gli attori sono entrati in scena:  la maggioranza ha presentato la modifica al regolamento comunale ( recependo la direttiva regionale) in materia di referendum popolare, in previsione della richiesta di fusione tra il Comune di Pegognaga e il Comune di Motteggiana. Dopo quest’annuncio le minoranze assumendo lo stile sopra citato, hanno recitato la loro contrarietà alla fusione, scordandosi che la decisione definitiva spetta prima ai cittadini con il loro voto e secondariamente alla Regione. Molti cittadini chiamati ad esprimersi si stanno chiedendo: quali sono le ragioni vere per sostenere contrarietà alla fusione dei due Comuni? Le minoranze le hanno esplicitate in sede di dibattito e, in precedenza, ampiamente  sulla stampa provinciale e sono : (decisione politica di parte – complessità del territorio unito – perdita d’identità delle persone – perdita di autonomia del Comune – preferenza per i consorzi tra Comuni). Se fossero tutte autentiche queste ragioni, avrebbero qualche motivo d’essere, ma secondo alcuni autentiche non sono; le vere ragioni non sono quelle dichiarate, ma quelle che nascono dal pensiero che le precede ed è soltanto la convenienza politica a non svelarle. Gli studi dello scienziato Americano Joseph Ledoux, studioso della neuroscienza delle emozioni, confermano che il cervello umano è abile a nascondere molte cose. Vediamo dunque di individuare quali sono queste ragioni nascoste:

1) I risultati delle recenti elezioni politiche a Pegognaga fanno intravedere alle minoranze la possibilità di raggiungere la maggioranza alle elezioni amministrative 2019, ma se i Comuni citati si fondono questo risulterebbe più difficile e si perderebbe un’ottima occasione;

2) Un territorio più vasto e geograficamente allungato, formato da più abitanti e più centri abitati, comporterebbe una gestione più complessa e impegnativa che non tutti si sentono di affrontare visto e considerato quanto è difficile amministrare bene;

3) Come fanno a perdere l’identità i cittadini di Pegognaga e di Motteggiana che restano tutti nei loro luoghi di residenza? La diversa organizzazione amministrativa non influisce sulla identità delle persone; la vera identità consiste nella natura dei luoghi, nei rapporti umani, nella passione e nell’amore che le persone provano per la comunità di appartenenza;

4) Se un Comune fa la scelta di gestire i suoi servizi in regime di consorzi, perde le proprie competenze e con esse l’autonomia politico-amministrativa.

Continuare a nascondere sotto un cumulo di slogan quello che il cittadino non deve vedere, incoraggia altri a voler scoprire quello che si vuole nascondere.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

liberiamo dallo smog la pianura padana – Lettera alla Gazzetta, Marzo 2018

Fumo di CiminiereLa pianura Padana è un foglio bianco tracciato da una linea: definizione  poetica di Cesare Zavattini. Ora il foglio è grigio e la linea assume il colore del fumo di Londra. E’ lo smog che avvolge non soltanto le città, ma anche  i tanti centri abitati lungo questa linea. L’aria che respiriamo è un impasto di ossigeno, di polveri sottili, di nanoparticelle e monossido di azoto che ogni persona  ingerisce per 20.000 volte al giorno: tanto sono i respiri di una persona. Il pm 10 interferisce con l’apparato respiratorio, con quello cardiaco e con quello della riproduzione. Le nanoparticelle entrano in contatto con l’apparato circolatorio danneggiando il cervello, mentre il monossido di azoto può causare edema polmonare ( dati della comunità scientifica internazionale). I numerosi automezzi  circolanti e talune attività industriali sono i maggiori responsabili della trasformazione dei luoghi abitati in camere a gas. Ben 39 città e aree circostanti, da molti anni, superano i limiti di legge dell’inquinamento atmosferico fissati dall’OMS. L’Europa è prossima ad ammendare l’Italia per la somma di un miliardo,e la politica di casa sembra più preoccupata dell’entità della sanzione e meno dei 60.000 morti che ogni anno provoca lo smog. Per chi vive nelle città  l’aspettativa di vita si riduce di un anno ed è esponenziale l’aumento delle bronchiti nei bambini. “Il suicidio non è un atto naturale”, nemmeno gli animali arrivano a tanto. La salute e la vita delle persone sono indisponibili ai comportamenti e ai sistemi che ogni giorno sfidano gli elementi naturali.

Di recente  nella città di Barcellona è stata avviata una sperimentazione su un campione di 500 bambini che frequentano scuole circondate dal traffico cittadino. I dati rilevati hanno evidenziato che le nanoparticelle ingerite intossicano il cervello dei bambini riducendone la capacità cognitiva. Da alcuni anni si dibatte a Pegognaga  della salubrità dell’aria, in quanto troppe fonti contribuiscono a renderla insana, tra queste, la presenza dell’autostrada a ridosso del centro abitato, il traffico urbano in costante aumento e alcune attività industriali dotate di camini “killer”. Nel programma di realizzazione della terza corsia della A22 occorre rivendicare con forza una barriera anti-smog e l’allungamento dell’asta che insiste a ridosso dell’abitato.  Si rende utile realizzare a breve una rete di piste ciclabile per ridurre sensibilmente il traffico urbano, inoltre occorre applicare azioni concrete per un controllo sistematico dei camini industriali.

Il progetto Campus culturale ideato per Pegognaga, che include tutti i plessi scolastici e le aree più adiacenti dove  si accederà soltanto a piedi e in bicicletta, rivendica le sue ragioni anche per i preoccupanti motivi sopra descritti. Non sono più sufficienti  dibattiti e confronti politici dove spesso le parole si annegano in un bicchier d’acqua, ma è lecito rivendicare il diritto di conoscere l’incidenza dello smog sulla salute dei cittadini. Si richiede quindi una vivace e seria collaborazione alle istituzioni preposte per una dettagliata indagine conoscitiva sullo stato di salute dei  cittadini e dei bambini in particolare, avviando una campagna di screening medico sanitario nelle scuole e tra i cittadini che abitano a poca distanza dalla A22, senza escludere campionamenti di analisi del sangue correlate con l’aria che respirano. Questi ultimi anni si sono spesi per trovare una soluzione positiva al problema dell’inquinamento del territorio. Parimenti, ARPA e ASL hanno fornito e rilevato con dati ufficiali criticità importanti, ma non hanno chiarito i forti dubbi sulla pericolosità che questi dati comportano a livello metabolico sull’uomo. Abbiamo bisogno di conoscere, coinvolgendo a pieno titolo ARPA, ATS e Provincia in quanto Enti autorizzativi e certificatori pubblici.

Si vuole precisare, poiché critici e scettici si schiereranno dubbiosi che tali proposte non sono solo pensieri utopici irrealizzabili per un territorio come il nostro, visto che da alcuni anni   l’ASL veneta , l’ARPAV e Regione Veneto hanno avviato un piano di sorveglianza sulla popolazione esposta ai Pfas. ( composti perfluoro-alchilici) presenti nell’acqua di falda in un ‘area di più Comuni della medesima regione. Tra le operazioni indicate c’è anche l’esame del sangue a cui sottoporre  le persone.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga