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L’AMBIENTE DA SALVARE (Lettera alla Gazzetta di Mantova del 28-03-2019)
Si dice giustamente che la terra l’abbiamo avuta non in eredità dai nostri genitori, bensì in prestito da figli,nipoti e pronipoti. Nei paesi gravati da un forte debito ( in danaro) pubblico che pesa già sulle spalle giovani e future generazioni. Ma si tace sul debito, che pure gli stiamo addossando in risorse ambientali e stabilità del clima. L’altra faccia della stessa medaglia di una economia e stili di vita predatori insostenibili. I governi di tutto il mondo sono avvertiti: i millennials non intendono assistere in silenzio al progredire della crisi climatica. Le grandi manifestazioni di giovani avvenute il 15 scorso in 150 paesi del mondo sono li a dimostrarlo.
La giovane svedese Greta Thunberg invitata all’assemblea ONU Cop 24 di Katoeice in Polonia il
dicembre scorso, di fronte al mondo intero ha pronunciato le seguenti parole: non ci stancheremo di parlare dei cambiamenti climatici, vogliamo che vi sentiate come se la vostra casa andasse a fuoco. Come se vi mancasse l’aria che respirate. Come se non aveste futuro. Il clima sta impazzendo, nessuno può negarlo; basta chinarsi e toccare la terra. Basta guardare i canali privi d ‘acqua. Basta guardare il fiume Po che langue. La siccità del sud del pianeta sta salendo verso il nord a ritmi preoccupanti.
Gli agricoltori fino a qualche anno fa sapevano cosa aspettarsi dalle stagioni. La terra senza acqua produce fino al 50% in meno. I cicli delle coltivazioni cambiano e le temperature elevate mettono in crisi il benessere animale. Se oltre a tutto questo si aggiunge l’uso eccessivo di pesticidi, i quali contribuiscono alla distruzione di insetti utili come le api, il quadro ambientale in cui viviamo diventa sempre più meno ospitale Nel Land più ricco della Germania, la Baviera, in pochi decenni si sono dimezzate le api; ora la popolazione chiede un referendum per salvarle dopo aver raccolto due milioni di firme.
E’ noto che l’attività agricola produce circa un quinto di Co2, elemento responsabile dell’effetto serra e conseguenti cambiamenti climatici. Se il sogno della meccanizzazione, della informatica e pure della robotica in agricoltura si è avverato, ora la nostra agricoltura di pianura deve realizzare il sogno della natura. Il decano dei biologi l’Americano Edward O. Wilson, afferma che per salvare il pianeta occorre ridare il 50% della terra alle natura. La nuda terra non può vivere a lungo senza gli alberi. Perché allora non riservare porzioni di aree agricole a boschi? Non per fare legna, ma per catturare le Co2 che la stessa attività produce, inoltre gli alberi contribuiscono a mitigare il clima.
Il prof. Stefano Mancuso che dirige il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale afferma: le piante dopo averci reso possibile vivere, resesi conto della nostra incapacità di svilupparci autonomamente possono correre in soccorso regalandoci regole per la sopravvivenza della nostra specie.
Sembra incredibile: la selva, la foresta, il bosco che per secoli hanno simboleggiato smarrimento e paura, potrebbero diventare gli strumenti della nostra salvezza. Se saremo in grado di capirlo.
Lettera alla Gazzetta di Mantova del 3-2-2019
A Pegognaga sono iniziate le lezioni di cultura amministrativa rivolte ai futuri amministratori, e non solo, di tutti gli schieramenti politici che intendono presentarsi alle prossime elezioni amministrative.
L’iniziativa è promossa dal Movimento Cittadini Attivi di Pegognaga, è intesa come servizio alla comunità; nasce dall’esigenza di far conoscere come funziona un Comune nei suoi fondamentali. Crediamo che questo sia ciò che i cittadini chiedono a coloro che si presenta nelle liste per essere eletti.
La macchina amministrativa presenta non poche difficoltà e l’apparato burocratico e legislativo in costante evoluzione richiedono un serio impegno, da parte sia del personale sia degli amministratori. Quando una persona cerca lavoro o si presta per un nuovo incarico, è necessario conoscerne le competenze per la mansione che si presta a svolgere; non diversamente, si presume che il cittadino voglia conoscere la formazione di coloro che è chiamato a votare. In passato c’era chi si candidava per essere esposto in vetrina o per fare la bella statuina, questa non era una scelta d’apprezzare. Candidarsi invece per essere attore che recita la propria parte alla comunità, sapendo di poter essere applaudito, ma anche fischiato per il lavoro svolto, è da considerare una scelta rispettosa e apprezzabile.
Questa riflessione, che si richiama ala filosofia dell’essere e del saper fare, dovrebbe investire tutti coloro che intendono mettersi in gioco.
Ora gli schieramenti si stanno preparando ai blocchi di partenza per dare inizio alla campagna elettorale vera e propria. Noi del M.C.A. abbiamo da tempo annunciato pubblicamente il progetto di lista e le linee essenziali del programma, che su nostra iniziativa abbiamo sottoposte più volte ai dirigenti del PD. L’intervista rilasciata alla Gazzetta del 26 scorso del segretario M. Carra, dimostra che le nostre idee non sono state prese in considerazione e che il confronto è risultato una perdita di tempo. Le primarie per scegliere il candidato sindaco sono uno strumento del PD, pertanto gli amici del PD hanno tutto il diritto di attuarle per poter individuare il loro candidato sindaco e per essere ancora riferimento della comunità, questo è quanto affermato dall’intervistato. Parlare di rinnovamento puntando tutto sulla figura del sindaco e non sulla squadra è un errore. La figura del sindaco deve esercitare il ruolo di regista con spiccata poliedricità.
Ricordiamo a chi ha poca memoria che nella conferenza stampa di dicembre abbiamo dichiarato l’apertura al confronto con tutti gli schieramenti, e nella nostra lettera al direttore di questo giornale, del 9 gennaio scorso, abbiamo invitato i Civici uniti ( per favore, diteci chi siete perché anche noi siamo civici, ma abbiamo sempre detto chi siamo) e le attuali minoranze ad un confronto sui fondamentali che investono l’amministrazione e gli interessi della comunità. Nessuno si è affacciato alla finestra. Abbiamo inoltre invitato di persona i membri delle minoranze ( e non sappiamo ancora se comprendono anche i Civici uniti o se siano un’emanazione dei primi), a partecipare al nostro programma di lezioni di cultura amministrativa. Quindi chi deve uscire allo scoperto e togliersi la maschera? Se si vuole dialogare con noi si batta un colpo. Come sopra dimostrato, da tempo noi battiamo colpi, ma l’arte del politichese e del gioco a nascondino dovete insegnarceli voi. Noi non abbiamo nessun primato da difendere e nemmeno coltiviamo il desiderio di mandare il PD all’opposizione usando armi improprie come il rancore o peggio ancora, forme vendicative. Questo è un modo di fare politica malato che diseduca la comunità. Ci sentiamo costretti a rispondere ai richiami a noi rivolti, ma il confronto vero non può avvenire tramite stampa, i cittadini si aspettano ben altro da chi ha la pretesa di amministrarli.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Programma di lezioni culturali amministrative 2019

Come preannunciato nella precedente conferenza stampa, da venerdì 25 gennaio e fino ad aprile, avrà inizio un ciclo di lezioni, che si svolgerà presso il Centro Culturale di Pegognaga. Le lezioni avranno inizio alle ore 20.45.
Le lezioni sono rivolte sopratutto alle persone che intendono candidarsi nelle liste elettorali alle prossime elezioni amministrative. Sono aperte alla partecipazione di tutti gli schieramenti politici, ma anche a semplici cittadini. Si tratta della promozione di un servizio per la conoscenza del funzionamento del Comune e delle competenze fissate dalle leggi vigenti. Pensiamo che questa iniziativa sia utile alla comunità in quanto, persone elette siano dotate di conoscenze in grado di svolgere al meglio il loro mandato.
Le lezioni tratteranno i seguenti ambiti:
– Ruolo e funzioni del segretario comunale
– Finanza, bilancio del comune e dell’unione
– Urbanistica, patrimonio pubblico, funzione dell’ufficio tecnico. – Servizi sociali, servizi alla persona, RSA, azienda speciale.
– Scuola, Centro Culturale e teatro.
– Ruolo e funzioni del Sindaco, assessori e consiglieri.
– Ambiente: inquinamento, rifiuti, verde pubblico, parco.
Data delle lezioni:
– Venerdì 25 gennaio
- 8 febbraio
- 15 febbraio
- 1marzo
- 15marzo
- 29marzo
- 13 aprile
Lettera alla Gazzetta, 1 Gennaio 19
Erano mesi che le penne non scrivevano più. Si aspettava che Babbo Natale portasse fra i doni un calamaio d’inchiostro. Così è stato e in tutta fretta dai banchi delle minoranze di Pegognaga si sono messi a scrivere senza curarsi troppo di cosa vuol dire, per una coalizione di più soggetti con sensibilità diverse, avere la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. Le critiche sono utili a raffinare il pensiero, ma non possono prescindere dalla conoscenza delle dinamiche di una coalizione, tanto più quando la sua composizione è costituita da rapporti di forza molto disuguali. Chi fa politica questo dovrebbe saperlo. La nostra parziale delusione per l’operato della attuale Amministrazione deriva dalla mancanza del raggiungimento di alcuni obiettivi indicati nel programma. Pur comprendendo la necessità di dover esercitare la capacità di mediazione e anche compromessi ( l’ABC della politica), tuttavia il risultato è stato inferiore alle aspettative. La scelta coraggiosa di far parte dell’attuale maggioranza è stata quella di credere che un cambiamento rispetto al passato era possibile. Questo non è avvenuto nei termini desiderati soprattutto per l’inefficienza della regia da parte del maggior responsabile della coalizione che a cascata ha penalizzato l’azione dei membri dell’Amministrazione. Quello che ancora viene detto a proposito del referendum popolare del settembre scorso, è tutto vero. Vere sono anche le maggiori difficoltà che incontreranno i futuri amministratori, vista la perdita di importanti risorse finanziarie, e altrettanto vera sarà l’impossibilità di soddisfare taluni bisogni reali dei cittadini. Ad ognuno le proprie responsabilità.
C’è chi sostiene con convinzione che i cittadini hanno sempre ragione, noi invece diciamo che i cittadini hanno ragione, ma non sempre.
Questa esperienza ha contribuito a restituirci la forza di esporci di nuovo per cambiare paradigma, grazie anche alle competenze acquisite e trasmesse all’interno del nostro movimento. Dagli errori è possibile imparare qualcosa di nuovo.
Il tempo della politica di oggi è un tempo di tanta mediocrità, che parte dal basso fino ad arrivare al cuore delle Istituzioni.
Le attuali minoranze cercano il consenso col metodo bulldozer: col demolire l’azione, il pensiero e le persone considerate loro avverse, si fanno attori della divisione col risultato di trovare attorno a loro cumuli di inerti. Così facendo, sottraggono protagonismo al loro pensiero, alla loro visione, ai loro ideali cui dovrebbero andare fieri, per divulgarli alla comunità e renderla migliore.
La sfida è aperta e invitiamo le minoranze, ma non solo, a un confronto sui fondamentali che investono l’Amministrazione. Questo terreno non deve essere un campo di battaglia, ma luogo di rispetto dove il confronto diventa un atteggiamento nobile al servizio di un cittadino consapevole.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Lettera alla Gazzetta, 26 Aprile 2018
Se si vuole continuare a scrivere e a parlare di fusione dei comuni di Pegognaga e di Motteggiana, occorre sotterrare gli slogan e fare uscire dall’arena le tifoserie, questo per poter disquisire sulle vere motivazioni di questa proposta rivolta a tutti i cittadini. Prima però, non dobbiamo prescindere dalla natura e dalle condizioni in cui versano oggi i comuni delle nostre dimensioni, anche per capire dove stanno andando se nulla si cambierà.
Sono anni che i comuni vivono una condizione amministrativa difficile in tutti i settori che gli competono. Tante sono le osservazioni e le critiche provenienti dai cittadini per la mancanza di interventi sulle manutenzioni delle opere pubbliche, per i mancati investimenti e per il precario funzionamento di alcuni servizi. Spesso ci si limita ad attribuire le responsabilità solo ed esclusivamente alla incapacità di chi amministra. Questa è sicuramente la cosa più facile per chi non ha conoscenza in materia. E’ anche vero che talvolta, le spine della burocrazia e la mancanza di risorse finanziarie, si sommano alla neghittosità di alcuni amministratori. Sta di fatto che il cittadino non sempre conosce le vere ragioni che determinano lo stato delle cose. In pochi anni la popolazione di Pegognaga ha avuto un calo di poco meno di trecento abitanti, i decessi superano i nati del 35%, immigrati che emigrano in altri stati, giovani laureati che si allontanano per opportunità mancate, la popolazione attiva in costante calo causa la dotazione della robotica nell’industria e delle persone che raggiungono l’età di pensionamento. I trasferimenti dello Stato sono in costante calo – dall’anno 2010 hanno subito un calo di oltre il 50%. Mentre le entrate proprie del Comune non aumentano anzi, tendono a diminuire, a partire dalla crisi economica del 2008. L’organico è in costante calo a causa delle restrizioni di legge, la spesa sociale è in costante aumento ( assistenza a famiglie in difficoltà economiche, assistenza ai diversamente abili ed altro), la manutenzione del patrimonio pubblico è al di sotto delle necessità per mancanza di risorse finanziarie, ed il patrimonio edilizio disabitato è in costante aumento. Queste sono – chi più e chi meno le condizioni in cui si trovano i comuni piccoli come Pegognaga e Motteggiana. La proposta di fusione dei due comuni qui citati consentirebbe di raggiungere importanti obbiettivi nel breve termine, come ad esempio: mantenimento degli attuali servizi e loro miglioramento, l’avanzamento di una politica di incentivi per le attività economiche per creare una maggiore occupazione, avere maggiore cura dell’ambiente e una maggiore cura della sicurezza dei cittadini. Inoltre, sarebbe possibile avere un regime di tassazione medio basso in tutte le competenze comunali, avere un organico sufficiente per i servizi erogati, avere un dinamico equilibrio demografico, avere la possibilità di progettare nuovi servizi e nuovi investimenti in opere pubbliche, e la possibilità di ridurre sensibilmente il debito pubblico. Tutto questo può essere possibile grazie al consistente contributo finanziario che lo Stato ( vedi comma 868 della legge di bilancio 2018 ) conferirà ai due comuni fusi, per la precisione: ( 994.538 euro ogni anno per dieci anni), oltre a ciò si otterranno notevoli vantaggi nella organizzazione e nella gestione del nuovo Comune, come previsto dalla legge. Quindi fusione non vuol dire la somma di due comuni, ma vuole essere l’inizio di una unione del territorio dei sei comuni del destra Po per una visione del futuro in grado di vincere le criticità sopra esposte e che accomunano tutta quest’area. Siamo consapevoli dell’esistenza di visioni differenti, ma che anch’esse dovrebbero indicare i mezzi, gli strumenti e le risorse con i quali dare uno sviluppo socio – culturale ed economico dignitoso ai cittadini di questo territorio e alle comunità di appartenenza.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Una gazzarra senza senso – Lettera alla Gazzetta, Aprile 2018
E’ stato un “bellissimo” dibattito urlato fra sordi. Il pubblico in sala ha disapprovato con sdegno. Gli eletti si sono parlati sopra l’un con l’altro con occhi a palla che lacrimavano livore, mentre dalle bocche uscivano parole inumidite tanto da far ritrarre i microfoni. Nemmeno al proprio cane si usa urlare così tanto quando non obbedisce. Si è scambiato il luogo istituzionale per il cortile di casa propria. La gente all’esterno della sala, sentendo l’assordante vociare, si è precipitata all’interno per verificare se era il caso di chiamare il 118. Nessuno stava male, soltanto il rispetto per il ruolo ricoperto e l’etica della politica avevano bisogno di un soccorso urgente. Stiamo parlando dello scenario visto nel Consiglio Comunale di Pegognaga del 12 marzo. Il sipario si è aperto e gli attori sono entrati in scena: la maggioranza ha presentato la modifica al regolamento comunale ( recependo la direttiva regionale) in materia di referendum popolare, in previsione della richiesta di fusione tra il Comune di Pegognaga e il Comune di Motteggiana. Dopo quest’annuncio le minoranze assumendo lo stile sopra citato, hanno recitato la loro contrarietà alla fusione, scordandosi che la decisione definitiva spetta prima ai cittadini con il loro voto e secondariamente alla Regione. Molti cittadini chiamati ad esprimersi si stanno chiedendo: quali sono le ragioni vere per sostenere contrarietà alla fusione dei due Comuni? Le minoranze le hanno esplicitate in sede di dibattito e, in precedenza, ampiamente sulla stampa provinciale e sono : (decisione politica di parte – complessità del territorio unito – perdita d’identità delle persone – perdita di autonomia del Comune – preferenza per i consorzi tra Comuni). Se fossero tutte autentiche queste ragioni, avrebbero qualche motivo d’essere, ma secondo alcuni autentiche non sono; le vere ragioni non sono quelle dichiarate, ma quelle che nascono dal pensiero che le precede ed è soltanto la convenienza politica a non svelarle. Gli studi dello scienziato Americano Joseph Ledoux, studioso della neuroscienza delle emozioni, confermano che il cervello umano è abile a nascondere molte cose. Vediamo dunque di individuare quali sono queste ragioni nascoste:
1) I risultati delle recenti elezioni politiche a Pegognaga fanno intravedere alle minoranze la possibilità di raggiungere la maggioranza alle elezioni amministrative 2019, ma se i Comuni citati si fondono questo risulterebbe più difficile e si perderebbe un’ottima occasione;
2) Un territorio più vasto e geograficamente allungato, formato da più abitanti e più centri abitati, comporterebbe una gestione più complessa e impegnativa che non tutti si sentono di affrontare visto e considerato quanto è difficile amministrare bene;
3) Come fanno a perdere l’identità i cittadini di Pegognaga e di Motteggiana che restano tutti nei loro luoghi di residenza? La diversa organizzazione amministrativa non influisce sulla identità delle persone; la vera identità consiste nella natura dei luoghi, nei rapporti umani, nella passione e nell’amore che le persone provano per la comunità di appartenenza;
4) Se un Comune fa la scelta di gestire i suoi servizi in regime di consorzi, perde le proprie competenze e con esse l’autonomia politico-amministrativa.
Continuare a nascondere sotto un cumulo di slogan quello che il cittadino non deve vedere, incoraggia altri a voler scoprire quello che si vuole nascondere.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
La salvezza degli alberi – Lettera alla Gazzetta, Gennaio 2018
Sono esseri viventi spesso minacciati da fattori antropici dovuti alla indifferenza, ma sono fondamentali per la vita dell’uomo. Sottoposti a rischi frequenti, non sono in grado di difendersi o di scappare, a differenza degli animali. La loro presenza determina profondamente l’aspetto e l’ecologia del paesaggio, e sono generatori di ecosistemi.
La presenza degli alberi è importantissima nell’integrazione dell’ambiente urbano. Grazie anche alla loro funzione anti-smog, attraverso le foglie sono in grado di rimuovere dall’atmosfera le particelle ultrasottili e i gas inquinanti, elementi pericolosi per la nostra salute. Un albero di oltre dieci metri di altezza, assorbe 10 kg di CO2 ogni ora e rilascia nell’ambiente 6 kg al giorno di ossigeno.
Di recente in alcune vie del Comune di Pegognaga, sono stati decapitati alberi importanti come i tigli del viale San Lorenzo, le robinie di via Rosselli, gli aceri negundo e i bagolari di via Garibaldi e del cortile della Scuola dell’infanzia.
Purtroppo questi non sono riusciti a sottrarsi alla ferocia delle motoseghe perché gravemente ammalati.
In primavera saranno sostituiti con giovani esemplari di modeste dimensioni, ripristinando parzialmente il paesaggio urbano. Il paesaggio è un patrimonio da tutelare così come previsto dall’articolo 9 della Costituzione.
Lamentarsi dell’autunno, in quanto responsabile della caduta delle foglie che in parte cadono nelle singole proprietà, senza fare rumore, risulta essere un atteggiamento insensibile ed egoistico, che denota lo smarrimento del valore e dell’utilità degli alberi, per sé e per l’intera comunità. Prestare cura all’albero è un gesto di riconoscenza e di valore culturale e civico, anche da parte dei singoli frontisti, e questo è auspicabile.
La legge 10 del 2013 riconosce il 21 novembre quale – Giornata nazionale degli alberi – introduce inoltre per la prima volta al mondo l’obbligo del bilancio arboreo per i nuovi nati, vale a dire che ogni anno il Comune mette a dimora un albero per ogni bambino nato. Quando un sindaco termina il suo mandato deve comunicare quanti alberi ha trovato all’inizio del suo mandato e quanti ne lascia, in modo da essere giudicato anche per questo.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Una battaglia comune per l’ambiente – Lettera alla Gazzetta, Dicembre 2017
Pegognaga ha fatto tris. Nel 2015 ha conseguito il riconoscimento nazionale di Comune riciclone, superando l’80% di raccolta differenziata. Nel 2016 ha ottenuto il Premio nazionale ( menzione speciale) con il progetto Parco San Lorenzo, da area degradata a luogo naturalizzato con forte impronta Paesaggistica, accessibile ad attività didattiche, socio-culturali e del tempo libero. Nel 2017 ha ottenuto il Premio nazionale CIA ( bandiera verde agricoltura) per la sua vocazione agricola , per l’eccellenza dei suoi prodotti e per le politiche di sviluppo sostenibile del territorio.
Tuttavia ci sono ancora margini di miglioramento da perseguire in campo ambientale: dalle nuove politiche per i rifiuti, alla gestione delle acque superficiali, alla desertificazione delle campagne e all’aria che respiriamo.
La raccolta differenziata “porta a porta” non è certo l’ultimo sistema in ordine di tempo ed inoltre, con questo, i rifiuti si pagano due volte: all’acquisto e alla raccolta. Pensare e agire virtuosamente significa applicare la pratica del vuoto a rendere di tutti i contenitori di plastica, di metallo e di vetro, monetizzabili alla consegna. Questo sistema, diffuso in altri Stati, si sta diffondendo anche in Italia, nei piccoli e grandi esercizi commerciali e non solo.
Ogni anno nel mese di settembre avviene lo svuotamento totale dei canali primari e secondari di tutto il territorio: ciò determina un danno alla fauna ittica e agli equilibri biologici che l’acqua crea, penalizzando fortemente il paesaggio del territorio. Causa la mancanza di un’azione sinergica fra gestore delle acque e istituzioni pubbliche, le sponde e gli argini della rete idrica superficiale restano in uno stato di pericolo, conseguente al proliferare delle nutrie.
Illuminata dalla stella del mercato, l’agricoltura si è evoluta sorprendentemente con la dotazione dell’informatica e della robotica, grazie alla meccanica prima e alle tecnologie mirate poi. Mentre sul suolo agricolo (capitale d’importanza assoluta), l’usura della terra è inarrestabile. Il disboscamento indiscriminato e l’impiego della chimica di sintesi rendono precaria la salute del paesaggio agricolo. L’attività agricola nel suo complesso contribuisce per un quinto della produzione di gas serra, i quali sono responsabili del riscaldamento del pianeta e dei conseguenti cambiamenti climatici. I danni economici e ambientali di quanto sta già avvenendo ( vedi siccità annata 2017 e altre precedenti) ricadono principalmente sull’attività agricola, sulla quantità e qualità dei suoi prodotti, creando notevoli difficoltà alla loro presenza sul mercato e impoverendo la remunerazione. Rimboschire le campagne sui confini e le aree dismesse nonché ritagli di terreno di difficile coltivazione, curare la biodiversità e limitare l’uso della chimica, significa ridurre i gas serra e prestare cura al paesaggio agricolo.
L’aria che respiriamo è una macedonia di particelle spesso nocive per gli organismi viventi. Queste sono prodotte dall’attività dell’uomo con disinvolta noncuranza nell’inseguire una errata interpretazione del benessere. Poco meno di un quinto sono prodotte da automezzi circolanti e per oltre un terzo dall’industria. Alle singole persone resta il compito di assumere economie comportamentali virtuose, mentre alle attività industriali quello di produrre creando occupazione, senza inquinare l’aria e l’ambiente nel suo insieme. Siamo tutti inadeguati nei confronti della natura. Nel rapporto con l’ambiente ci indebitiamo giorno dopo giorno, di tanto in tanto ci presenta il conto e noi con indifferenza lo passiamo alle future generazioni.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga9
L’assemblea sulle scuole – Lettera alla Gazzetta, Novembre 2017
C’era chi si aspettava la sala civica: gremita, partecipata si, ma non gremita alla assemblea pubblica promossa dall’Amministrazione Comunale di Pegognaga sul tema: ristrutturazione scuole primarie rese inagibili dal sisma del maggio 2012.
L’argomento era di primaria importanza e coinvolgeva famiglie, operatori scolastici nonché semplici cittadini. La scuola rappresenta la seconda casa dei bambini/e e ragazzi/e e nessuno dovrebbe mostrare disinteresse. Positiva la presentazione dettagliata dell’iter burocratico e degli incarichi a professionisti esterni, ma il lavoro fin qui svolto ha ignorato il contesto più ampio in cui si inseriscono i plessi di Scuola primaria: Campus culturale. Se chiudessimo gli occhi e lasciassimo che fosse il pensiero a guardare, vedremmo molte più cose rispetto al progetto preliminare presentato. Se restassimo in ascolto e lasciassimo parlare l’intelligenza, sentiremmo che il Campus culturale dovrà comprendere anche le Scuole medie, il Centro culturale, il fabbricato adiacente, il Teatro comunale, l’ Asilo nido, la Scuola d’infanzia, il Parco florida, il Palazzetto dello sport, la Mensa comunale, l’area del campo sportivo “Ferrari”, nonché una parte di piazza Vittorio Veneto, cosicché possiamo dire che il terremoto ci ha dato l’occasione di trasformare la disgrazia in opportunità. Una corrente di pensiero diffusa tra progettisti e operatori della scuola indica come valore irrinunciabile le aree verdi, le alberature e le attrezzature esterne di pertinenza del Campus in quanto luogo didattico di apprendimento, di gioia e di emozioni per bambini/e e ragazzi/e. Il filosofo Umberto Galimberti sostiene che la scuola deve rispondere non solo in termini di istruzione ma anche in termini di educazione, in quanto non può prescindere dalla cura dell’emotività. Occorre dare continuità a metodi d’insegnamento che si stanno che non si limitano allo spazio aula e ai laboratori, ma sono capaci di fare scuola anche fuori dalla scuola. Occorre altresì essere visitatori del futuro sapendo che il presente è in movimento e, se ci si ferma, si viene travolti perdendo memoria anche del passato.
Il Sindaco si è preso l’impegno di promuovere più incontri con le categorie e associazioni dei cittadini per divulgare questa progettualità allo scopo di raccogliere nuovi suggerimenti visto che la progettazione partecipata non ha esaurito la sua funzione. Ma questo metodo di confronto con i cittadini per interessi settoriali non fa altro che alimentare le singole particolarità e la non conoscenza reciproca. Così facendo, l’ascolto e il confronto vero fra cittadini portatori delle diverse istanze non s’incontrano mai, in quanto ciascuno rimane arginato nei limiti dei propri ambiti sociali e/o culturali. Occorre non smarrire il valore della comunità e della cultura collettiva e agire partendo da una informazione continua e capillare invitando i cittadini a confrontarsi portando il proprio pensiero nelle sedi Istituzionali.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
10Gazzetta di Mantova 10-11-2017



