Se si vuole continuare a scrivere e a parlare di fusione dei comuni di Pegognaga e di Motteggiana, occorre sotterrare gli slogan e fare uscire dall’arena le tifoserie, questo per poter disquisire sulle vere motivazioni di questa proposta rivolta a tutti i cittadini. Prima però, non dobbiamo prescindere dalla natura e dalle condizioni in cui versano oggi i comuni delle nostre dimensioni, anche per capire dove stanno andando se nulla si cambierà.
Sono anni che i comuni vivono una condizione amministrativa difficile in tutti i settori che gli competono. Tante sono le osservazioni e le critiche provenienti dai cittadini per la mancanza di interventi sulle manutenzioni delle opere pubbliche, per i mancati investimenti e per il precario funzionamento di alcuni servizi. Spesso ci si limita ad attribuire le responsabilità solo ed esclusivamente alla incapacità di chi amministra. Questa è sicuramente la cosa più facile per chi non ha conoscenza in materia. E’ anche vero che talvolta, le spine della burocrazia e la mancanza di risorse finanziarie, si sommano alla neghittosità di alcuni amministratori. Sta di fatto che il cittadino non sempre conosce le vere ragioni che determinano lo stato delle cose. In pochi anni la popolazione di Pegognaga ha avuto un calo di poco meno di trecento abitanti, i decessi superano i nati del 35%, immigrati che emigrano in altri stati, giovani laureati che si allontanano per opportunità mancate, la popolazione attiva in costante calo causa la dotazione della robotica nell’industria e delle persone che raggiungono l’età di pensionamento. I trasferimenti dello Stato sono in costante calo – dall’anno 2010 hanno subito un calo di oltre il 50%. Mentre le entrate proprie del Comune non aumentano anzi, tendono a diminuire, a partire dalla crisi economica del 2008. L’organico è in costante calo a causa delle restrizioni di legge, la spesa sociale è in costante aumento ( assistenza a famiglie in difficoltà economiche, assistenza ai diversamente abili ed altro), la manutenzione del patrimonio pubblico è al di sotto delle necessità per mancanza di risorse finanziarie, ed il patrimonio edilizio disabitato è in costante aumento. Queste sono – chi più e chi meno le condizioni in cui si trovano i comuni piccoli come Pegognaga e Motteggiana. La proposta di fusione dei due comuni qui citati consentirebbe di raggiungere importanti obbiettivi nel breve termine, come ad esempio: mantenimento degli attuali servizi e loro miglioramento, l’avanzamento di una politica di incentivi per le attività economiche per creare una maggiore occupazione, avere maggiore cura dell’ambiente e una maggiore cura della sicurezza dei cittadini. Inoltre, sarebbe possibile avere un regime di tassazione medio basso in tutte le competenze comunali, avere un organico sufficiente per i servizi erogati, avere un dinamico equilibrio demografico, avere la possibilità di progettare nuovi servizi e nuovi investimenti in opere pubbliche, e la possibilità di ridurre sensibilmente il debito pubblico. Tutto questo può essere possibile grazie al consistente contributo finanziario che lo Stato ( vedi comma 868 della legge di bilancio 2018 ) conferirà ai due comuni fusi, per la precisione: ( 994.538 euro ogni anno per dieci anni), oltre a ciò si otterranno notevoli vantaggi nella organizzazione e nella gestione del nuovo Comune, come previsto dalla legge. Quindi fusione non vuol dire la somma di due comuni, ma vuole essere l’inizio di una unione del territorio dei sei comuni del destra Po per una visione del futuro in grado di vincere le criticità sopra esposte e che accomunano tutta quest’area. Siamo consapevoli dell’esistenza di visioni differenti, ma che anch’esse dovrebbero indicare i mezzi, gli strumenti e le risorse con i quali dare uno sviluppo socio – culturale ed economico dignitoso ai cittadini di questo territorio e alle comunità di appartenenza.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga







