LE BUONE PRATICHE CI RIGUARDANO – Lettera alla Gazzetta, Agosto 2017

I dati Ocse hanno rilevato che il popolo danese risulta essere il più felice, non solo d’Europa, ma di tutto il mondo.  La città danese di Arhus, seconda nel paese per importanza, è riconosciuta come città del sorriso. Come fanno poi a sorridere i Danesi e ad  essere felici sapendo di avere una tassazione sul reddito di oltre il 55% ?  Per giunta vanno tutti in bicicletta, mentre la maggior parte di noi Italiani, pur avendo una tassazione inferiore, si sposta continuamente con l’automobile, anche nei luoghi dove il buon senso ci suggerisce di non andare. E siamo spesso avviliti?! E se ciò non bastasse, sempre  contro qualcuno!?  Lasciarsi  contaminare dalla cultura danese, per noi vorrebbe dire, vivere due volte.

Noi Italiani rivendichiamo all’Europa pari dignità economica, garanzie finanziarie e politiche fiscali comuni. Mai ci viene in mente di dichiarare il nostro impegno per un’etica del rispetto delle regole date, ( un po’ alla maniera tedesca), per avere più senso dello stato (alla maniera francese) e per  essere meno arrabbiati ( alla maniera danese). Insomma, un po’ più Europei di fatto, senza con questo rinunciare ad essere Italiani, ma per assumere  le buone pratiche diffuse da tempo in altri Stati d’Europa.

Prendiamo ad esempio la positiva iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Pegognaga di alcuni mesi fa, riguardante l’invito ai genitori degli alunni delle scuole di non transitare con le proprie auto nei pressi dei plessi scolastici, per gli ovvi motivi legati alla sicurezza e alla salute dei loro bimbi. Ebbene, l’invito non è stato accolto e il via vai di auto è continuato come sempre, quasi a sottovalutare la salute dei propri figli, cosa non credibile. Ora siamo prossimi al nuovo anno scolastico e, visto l’insuccesso dell’azione succitata, si pone di nuovo il problema. Quale sarà la decisione dell’Amministrazione? Lasciare il caos di sempre e rinunciare a prendere provvedimenti, ignorando le nefaste  conseguenze per la salute degli alunni? Oppure attuare  un piano B? Piano che potrebbe contenere disposizioni limitative come ad esempio: la chiusura di un tratto di via Verdi, la chiusura di un  tratto di strada di piazza Vittorio Veneto, incentivare l’uso della bicicletta, premiare chi si reca a scuola a piedi, anche ripristinando  il pedi-bus.  Pratiche, queste, che consentono di proteggere dall’inquinamento e dal caos gli spazi circostanti i plessi scolastici, garantendo inoltre la  mobilità delle persone in completa sicurezza.

 

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga