La pianura Padana è un foglio bianco tracciato da una linea: definizione poetica di Cesare Zavattini. Ora il foglio è grigio e la linea assume il colore del fumo di Londra. E’ lo smog che avvolge non soltanto le città, ma anche i tanti centri abitati lungo questa linea. L’aria che respiriamo è un impasto di ossigeno, di polveri sottili, di nanoparticelle e monossido di azoto che ogni persona ingerisce per 20.000 volte al giorno: tanto sono i respiri di una persona. Il pm 10 interferisce con l’apparato respiratorio, con quello cardiaco e con quello della riproduzione. Le nanoparticelle entrano in contatto con l’apparato circolatorio danneggiando il cervello, mentre il monossido di azoto può causare edema polmonare ( dati della comunità scientifica internazionale). I numerosi automezzi circolanti e talune attività industriali sono i maggiori responsabili della trasformazione dei luoghi abitati in camere a gas. Ben 39 città e aree circostanti, da molti anni, superano i limiti di legge dell’inquinamento atmosferico fissati dall’OMS. L’Europa è prossima ad ammendare l’Italia per la somma di un miliardo,e la politica di casa sembra più preoccupata dell’entità della sanzione e meno dei 60.000 morti che ogni anno provoca lo smog. Per chi vive nelle città l’aspettativa di vita si riduce di un anno ed è esponenziale l’aumento delle bronchiti nei bambini. “Il suicidio non è un atto naturale”, nemmeno gli animali arrivano a tanto. La salute e la vita delle persone sono indisponibili ai comportamenti e ai sistemi che ogni giorno sfidano gli elementi naturali.
Di recente nella città di Barcellona è stata avviata una sperimentazione su un campione di 500 bambini che frequentano scuole circondate dal traffico cittadino. I dati rilevati hanno evidenziato che le nanoparticelle ingerite intossicano il cervello dei bambini riducendone la capacità cognitiva. Da alcuni anni si dibatte a Pegognaga della salubrità dell’aria, in quanto troppe fonti contribuiscono a renderla insana, tra queste, la presenza dell’autostrada a ridosso del centro abitato, il traffico urbano in costante aumento e alcune attività industriali dotate di camini “killer”. Nel programma di realizzazione della terza corsia della A22 occorre rivendicare con forza una barriera anti-smog e l’allungamento dell’asta che insiste a ridosso dell’abitato. Si rende utile realizzare a breve una rete di piste ciclabile per ridurre sensibilmente il traffico urbano, inoltre occorre applicare azioni concrete per un controllo sistematico dei camini industriali.
Il progetto Campus culturale ideato per Pegognaga, che include tutti i plessi scolastici e le aree più adiacenti dove si accederà soltanto a piedi e in bicicletta, rivendica le sue ragioni anche per i preoccupanti motivi sopra descritti. Non sono più sufficienti dibattiti e confronti politici dove spesso le parole si annegano in un bicchier d’acqua, ma è lecito rivendicare il diritto di conoscere l’incidenza dello smog sulla salute dei cittadini. Si richiede quindi una vivace e seria collaborazione alle istituzioni preposte per una dettagliata indagine conoscitiva sullo stato di salute dei cittadini e dei bambini in particolare, avviando una campagna di screening medico sanitario nelle scuole e tra i cittadini che abitano a poca distanza dalla A22, senza escludere campionamenti di analisi del sangue correlate con l’aria che respirano. Questi ultimi anni si sono spesi per trovare una soluzione positiva al problema dell’inquinamento del territorio. Parimenti, ARPA e ASL hanno fornito e rilevato con dati ufficiali criticità importanti, ma non hanno chiarito i forti dubbi sulla pericolosità che questi dati comportano a livello metabolico sull’uomo. Abbiamo bisogno di conoscere, coinvolgendo a pieno titolo ARPA, ATS e Provincia in quanto Enti autorizzativi e certificatori pubblici.
Si vuole precisare, poiché critici e scettici si schiereranno dubbiosi che tali proposte non sono solo pensieri utopici irrealizzabili per un territorio come il nostro, visto che da alcuni anni l’ASL veneta , l’ARPAV e Regione Veneto hanno avviato un piano di sorveglianza sulla popolazione esposta ai Pfas. ( composti perfluoro-alchilici) presenti nell’acqua di falda in un ‘area di più Comuni della medesima regione. Tra le operazioni indicate c’è anche l’esame del sangue a cui sottoporre le persone.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga





