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Lettera alla Gazzetta di Mantova del 3-2-2019
A Pegognaga sono iniziate le lezioni di cultura amministrativa rivolte ai futuri amministratori, e non solo, di tutti gli schieramenti politici che intendono presentarsi alle prossime elezioni amministrative.
L’iniziativa è promossa dal Movimento Cittadini Attivi di Pegognaga, è intesa come servizio alla comunità; nasce dall’esigenza di far conoscere come funziona un Comune nei suoi fondamentali. Crediamo che questo sia ciò che i cittadini chiedono a coloro che si presenta nelle liste per essere eletti.
La macchina amministrativa presenta non poche difficoltà e l’apparato burocratico e legislativo in costante evoluzione richiedono un serio impegno, da parte sia del personale sia degli amministratori. Quando una persona cerca lavoro o si presta per un nuovo incarico, è necessario conoscerne le competenze per la mansione che si presta a svolgere; non diversamente, si presume che il cittadino voglia conoscere la formazione di coloro che è chiamato a votare. In passato c’era chi si candidava per essere esposto in vetrina o per fare la bella statuina, questa non era una scelta d’apprezzare. Candidarsi invece per essere attore che recita la propria parte alla comunità, sapendo di poter essere applaudito, ma anche fischiato per il lavoro svolto, è da considerare una scelta rispettosa e apprezzabile.
Questa riflessione, che si richiama ala filosofia dell’essere e del saper fare, dovrebbe investire tutti coloro che intendono mettersi in gioco.
Ora gli schieramenti si stanno preparando ai blocchi di partenza per dare inizio alla campagna elettorale vera e propria. Noi del M.C.A. abbiamo da tempo annunciato pubblicamente il progetto di lista e le linee essenziali del programma, che su nostra iniziativa abbiamo sottoposte più volte ai dirigenti del PD. L’intervista rilasciata alla Gazzetta del 26 scorso del segretario M. Carra, dimostra che le nostre idee non sono state prese in considerazione e che il confronto è risultato una perdita di tempo. Le primarie per scegliere il candidato sindaco sono uno strumento del PD, pertanto gli amici del PD hanno tutto il diritto di attuarle per poter individuare il loro candidato sindaco e per essere ancora riferimento della comunità, questo è quanto affermato dall’intervistato. Parlare di rinnovamento puntando tutto sulla figura del sindaco e non sulla squadra è un errore. La figura del sindaco deve esercitare il ruolo di regista con spiccata poliedricità.
Ricordiamo a chi ha poca memoria che nella conferenza stampa di dicembre abbiamo dichiarato l’apertura al confronto con tutti gli schieramenti, e nella nostra lettera al direttore di questo giornale, del 9 gennaio scorso, abbiamo invitato i Civici uniti ( per favore, diteci chi siete perché anche noi siamo civici, ma abbiamo sempre detto chi siamo) e le attuali minoranze ad un confronto sui fondamentali che investono l’amministrazione e gli interessi della comunità. Nessuno si è affacciato alla finestra. Abbiamo inoltre invitato di persona i membri delle minoranze ( e non sappiamo ancora se comprendono anche i Civici uniti o se siano un’emanazione dei primi), a partecipare al nostro programma di lezioni di cultura amministrativa. Quindi chi deve uscire allo scoperto e togliersi la maschera? Se si vuole dialogare con noi si batta un colpo. Come sopra dimostrato, da tempo noi battiamo colpi, ma l’arte del politichese e del gioco a nascondino dovete insegnarceli voi. Noi non abbiamo nessun primato da difendere e nemmeno coltiviamo il desiderio di mandare il PD all’opposizione usando armi improprie come il rancore o peggio ancora, forme vendicative. Questo è un modo di fare politica malato che diseduca la comunità. Ci sentiamo costretti a rispondere ai richiami a noi rivolti, ma il confronto vero non può avvenire tramite stampa, i cittadini si aspettano ben altro da chi ha la pretesa di amministrarli.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Presentazione delle Lezioni Culturali Amministrative per futuri candidati
L’ iniziativa promossa dal Movimento Cittadini Attivi di Pegognaga, nasce dall’esigenza di conoscere: conoscere per sapere come funziona un Comune nei suoi fondamentali. Crediamo sia quello che i cittadini chiedono a chi si presta a candidarsi per amministrare il Comune.
La macchina amministrativa presenta non poche difficoltà e l’apparato burocratico e legislativo in costante evoluzione richiedono un serio impegno, sia da parte del personale, sia da parte degli amministratori.
Oggi quando una persona cerca lavoro o si presta per un nuovo incarico, è dato conoscere le sue competenze per una determinata mansione cui si presta a svolgere, non molto diversamente si presume che l’elettore voglia conoscere la formazione di chi pensa di eleggere.
La conoscenza investe la responsabilità che a sua volta chiama in causa la coscienza individuale e collettiva. Crediamo che queste siano le condizioni per la formazione di una comunità degna di questo nome in grado di facilitare il compito di chi amministra.
In passato c’era chi si candidava per essere esposto in vetrina, questa non era una grande scelta. Mentre candidarsi per essere attore che recita la parte sul palcoscenico della comunità, dove essa può applaudire, ma anche fischiare il lavoro degli eletti, è considerata una scelta rispettosa e apprezzabile.
Questa vuole essere nient’altro che una semplice riflessione che dovrebbe investire tutti noi e che si richiama alla filosofia dell’essere e del fare.
Programma di lezioni culturali amministrative 2019

Come preannunciato nella precedente conferenza stampa, da venerdì 25 gennaio e fino ad aprile, avrà inizio un ciclo di lezioni, che si svolgerà presso il Centro Culturale di Pegognaga. Le lezioni avranno inizio alle ore 20.45.
Le lezioni sono rivolte sopratutto alle persone che intendono candidarsi nelle liste elettorali alle prossime elezioni amministrative. Sono aperte alla partecipazione di tutti gli schieramenti politici, ma anche a semplici cittadini. Si tratta della promozione di un servizio per la conoscenza del funzionamento del Comune e delle competenze fissate dalle leggi vigenti. Pensiamo che questa iniziativa sia utile alla comunità in quanto, persone elette siano dotate di conoscenze in grado di svolgere al meglio il loro mandato.
Le lezioni tratteranno i seguenti ambiti:
– Ruolo e funzioni del segretario comunale
– Finanza, bilancio del comune e dell’unione
– Urbanistica, patrimonio pubblico, funzione dell’ufficio tecnico. – Servizi sociali, servizi alla persona, RSA, azienda speciale.
– Scuola, Centro Culturale e teatro.
– Ruolo e funzioni del Sindaco, assessori e consiglieri.
– Ambiente: inquinamento, rifiuti, verde pubblico, parco.
Data delle lezioni:
– Venerdì 25 gennaio
- 8 febbraio
- 15 febbraio
- 1marzo
- 15marzo
- 29marzo
- 13 aprile
Lista Civica “Rinnoviamo Pegognaga”

Il nostro motto si declina in cinque punti: Visione – Progetto – Metodo – Comunicazione – Azione.
La lista civica “Rinnoviamo Pegognaga” è una lista aperta alle persone e alle associazioni che condividono con noi un nuovo percorso amministrativo.
Il confronto delle idee e la collaborazione sono i capisaldi di una dialettica sui grandi temi che si dovranno affrontare e gestire nei prossimi anni e che indichiamo nei seguenti ambiti:
– Stato socio- culturale della comunità. Risorsa imprescindibile per raggiungere il benessere nei rapporti umani. Azioni mirate.
– Ambiente: nuovo approccio per dissolvere le criticità ambientali; aria, acqua, suolo, verde.
– Opere pubbliche: scuole, teatro, campus scolastico e culturale, viabilità urbana, ciclabili.
– Risorse umane e finanziarie: gestione razionale ed efficace per il mantenimento degli attuali servizi.
– Delega alle attività produttive: per una politica di mantenimento dell’attuale assetto produttivo e per un incrementare di nuovi insediamenti.
Si vuole Inaugurare un modo gentile di amministrare. Un gruppo di persone dotate di competenze e impegno si dedicheranno alla gestione dell’Ente. Un gruppo che saprà fare squadra sotto l’egida di una attenta regia.
ORGANIZZAZIONE
Dal mese di gennaio fino a tutto il mese di aprile, avranno inizio lezioni di formazione specifica per i nostri candidati e nuovi aderenti, con esperti in campo amministrativo in tutti i settori di competenza del Comune.
Se la nostra lista sarà eletta, il gruppo di maggioranza si avvarrà del confronto dei gruppi che la sostengono per mettere in pratica, le azioni che di volta in volta gli amministratori sono chiamati ad attuare.
IL CITTADINO ATTIVO
La partecipazione dei cittadini: nei locali pubblici più frequentati saranno installate delle urne dove i cittadini possono depositare idee, progetti e problemi legati al benessere della comunità. La comunicazione: ricoprirà uno spazio importante con un impegno costante utilizzando gli strumenti oggi disponibili.
Avremo una particolare attenzione: al rispetto delle regole di convivenza.
Opereremo: per una comunità più coesa e solidale per dare più valore ai rapporti umani.
Avremo cura: del mondo del volontariato dotandoci di uno sportello al servizio delle associazioni locali.
Le attività sportive: avranno un interlocutore attivo con la nuova amministrazione.
Lettera alla Gazzetta, 1 Gennaio 19
Erano mesi che le penne non scrivevano più. Si aspettava che Babbo Natale portasse fra i doni un calamaio d’inchiostro. Così è stato e in tutta fretta dai banchi delle minoranze di Pegognaga si sono messi a scrivere senza curarsi troppo di cosa vuol dire, per una coalizione di più soggetti con sensibilità diverse, avere la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. Le critiche sono utili a raffinare il pensiero, ma non possono prescindere dalla conoscenza delle dinamiche di una coalizione, tanto più quando la sua composizione è costituita da rapporti di forza molto disuguali. Chi fa politica questo dovrebbe saperlo. La nostra parziale delusione per l’operato della attuale Amministrazione deriva dalla mancanza del raggiungimento di alcuni obiettivi indicati nel programma. Pur comprendendo la necessità di dover esercitare la capacità di mediazione e anche compromessi ( l’ABC della politica), tuttavia il risultato è stato inferiore alle aspettative. La scelta coraggiosa di far parte dell’attuale maggioranza è stata quella di credere che un cambiamento rispetto al passato era possibile. Questo non è avvenuto nei termini desiderati soprattutto per l’inefficienza della regia da parte del maggior responsabile della coalizione che a cascata ha penalizzato l’azione dei membri dell’Amministrazione. Quello che ancora viene detto a proposito del referendum popolare del settembre scorso, è tutto vero. Vere sono anche le maggiori difficoltà che incontreranno i futuri amministratori, vista la perdita di importanti risorse finanziarie, e altrettanto vera sarà l’impossibilità di soddisfare taluni bisogni reali dei cittadini. Ad ognuno le proprie responsabilità.
C’è chi sostiene con convinzione che i cittadini hanno sempre ragione, noi invece diciamo che i cittadini hanno ragione, ma non sempre.
Questa esperienza ha contribuito a restituirci la forza di esporci di nuovo per cambiare paradigma, grazie anche alle competenze acquisite e trasmesse all’interno del nostro movimento. Dagli errori è possibile imparare qualcosa di nuovo.
Il tempo della politica di oggi è un tempo di tanta mediocrità, che parte dal basso fino ad arrivare al cuore delle Istituzioni.
Le attuali minoranze cercano il consenso col metodo bulldozer: col demolire l’azione, il pensiero e le persone considerate loro avverse, si fanno attori della divisione col risultato di trovare attorno a loro cumuli di inerti. Così facendo, sottraggono protagonismo al loro pensiero, alla loro visione, ai loro ideali cui dovrebbero andare fieri, per divulgarli alla comunità e renderla migliore.
La sfida è aperta e invitiamo le minoranze, ma non solo, a un confronto sui fondamentali che investono l’Amministrazione. Questo terreno non deve essere un campo di battaglia, ma luogo di rispetto dove il confronto diventa un atteggiamento nobile al servizio di un cittadino consapevole.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Da Voce di Mantova del 21-12-2018
Dalla Gazzetta di Mantova del 21-12-2018
Lettera alla Gazzetta, 26 Aprile 2018
Se si vuole continuare a scrivere e a parlare di fusione dei comuni di Pegognaga e di Motteggiana, occorre sotterrare gli slogan e fare uscire dall’arena le tifoserie, questo per poter disquisire sulle vere motivazioni di questa proposta rivolta a tutti i cittadini. Prima però, non dobbiamo prescindere dalla natura e dalle condizioni in cui versano oggi i comuni delle nostre dimensioni, anche per capire dove stanno andando se nulla si cambierà.
Sono anni che i comuni vivono una condizione amministrativa difficile in tutti i settori che gli competono. Tante sono le osservazioni e le critiche provenienti dai cittadini per la mancanza di interventi sulle manutenzioni delle opere pubbliche, per i mancati investimenti e per il precario funzionamento di alcuni servizi. Spesso ci si limita ad attribuire le responsabilità solo ed esclusivamente alla incapacità di chi amministra. Questa è sicuramente la cosa più facile per chi non ha conoscenza in materia. E’ anche vero che talvolta, le spine della burocrazia e la mancanza di risorse finanziarie, si sommano alla neghittosità di alcuni amministratori. Sta di fatto che il cittadino non sempre conosce le vere ragioni che determinano lo stato delle cose. In pochi anni la popolazione di Pegognaga ha avuto un calo di poco meno di trecento abitanti, i decessi superano i nati del 35%, immigrati che emigrano in altri stati, giovani laureati che si allontanano per opportunità mancate, la popolazione attiva in costante calo causa la dotazione della robotica nell’industria e delle persone che raggiungono l’età di pensionamento. I trasferimenti dello Stato sono in costante calo – dall’anno 2010 hanno subito un calo di oltre il 50%. Mentre le entrate proprie del Comune non aumentano anzi, tendono a diminuire, a partire dalla crisi economica del 2008. L’organico è in costante calo a causa delle restrizioni di legge, la spesa sociale è in costante aumento ( assistenza a famiglie in difficoltà economiche, assistenza ai diversamente abili ed altro), la manutenzione del patrimonio pubblico è al di sotto delle necessità per mancanza di risorse finanziarie, ed il patrimonio edilizio disabitato è in costante aumento. Queste sono – chi più e chi meno le condizioni in cui si trovano i comuni piccoli come Pegognaga e Motteggiana. La proposta di fusione dei due comuni qui citati consentirebbe di raggiungere importanti obbiettivi nel breve termine, come ad esempio: mantenimento degli attuali servizi e loro miglioramento, l’avanzamento di una politica di incentivi per le attività economiche per creare una maggiore occupazione, avere maggiore cura dell’ambiente e una maggiore cura della sicurezza dei cittadini. Inoltre, sarebbe possibile avere un regime di tassazione medio basso in tutte le competenze comunali, avere un organico sufficiente per i servizi erogati, avere un dinamico equilibrio demografico, avere la possibilità di progettare nuovi servizi e nuovi investimenti in opere pubbliche, e la possibilità di ridurre sensibilmente il debito pubblico. Tutto questo può essere possibile grazie al consistente contributo finanziario che lo Stato ( vedi comma 868 della legge di bilancio 2018 ) conferirà ai due comuni fusi, per la precisione: ( 994.538 euro ogni anno per dieci anni), oltre a ciò si otterranno notevoli vantaggi nella organizzazione e nella gestione del nuovo Comune, come previsto dalla legge. Quindi fusione non vuol dire la somma di due comuni, ma vuole essere l’inizio di una unione del territorio dei sei comuni del destra Po per una visione del futuro in grado di vincere le criticità sopra esposte e che accomunano tutta quest’area. Siamo consapevoli dell’esistenza di visioni differenti, ma che anch’esse dovrebbero indicare i mezzi, gli strumenti e le risorse con i quali dare uno sviluppo socio – culturale ed economico dignitoso ai cittadini di questo territorio e alle comunità di appartenenza.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
Una gazzarra senza senso – Lettera alla Gazzetta, Aprile 2018
E’ stato un “bellissimo” dibattito urlato fra sordi. Il pubblico in sala ha disapprovato con sdegno. Gli eletti si sono parlati sopra l’un con l’altro con occhi a palla che lacrimavano livore, mentre dalle bocche uscivano parole inumidite tanto da far ritrarre i microfoni. Nemmeno al proprio cane si usa urlare così tanto quando non obbedisce. Si è scambiato il luogo istituzionale per il cortile di casa propria. La gente all’esterno della sala, sentendo l’assordante vociare, si è precipitata all’interno per verificare se era il caso di chiamare il 118. Nessuno stava male, soltanto il rispetto per il ruolo ricoperto e l’etica della politica avevano bisogno di un soccorso urgente. Stiamo parlando dello scenario visto nel Consiglio Comunale di Pegognaga del 12 marzo. Il sipario si è aperto e gli attori sono entrati in scena: la maggioranza ha presentato la modifica al regolamento comunale ( recependo la direttiva regionale) in materia di referendum popolare, in previsione della richiesta di fusione tra il Comune di Pegognaga e il Comune di Motteggiana. Dopo quest’annuncio le minoranze assumendo lo stile sopra citato, hanno recitato la loro contrarietà alla fusione, scordandosi che la decisione definitiva spetta prima ai cittadini con il loro voto e secondariamente alla Regione. Molti cittadini chiamati ad esprimersi si stanno chiedendo: quali sono le ragioni vere per sostenere contrarietà alla fusione dei due Comuni? Le minoranze le hanno esplicitate in sede di dibattito e, in precedenza, ampiamente sulla stampa provinciale e sono : (decisione politica di parte – complessità del territorio unito – perdita d’identità delle persone – perdita di autonomia del Comune – preferenza per i consorzi tra Comuni). Se fossero tutte autentiche queste ragioni, avrebbero qualche motivo d’essere, ma secondo alcuni autentiche non sono; le vere ragioni non sono quelle dichiarate, ma quelle che nascono dal pensiero che le precede ed è soltanto la convenienza politica a non svelarle. Gli studi dello scienziato Americano Joseph Ledoux, studioso della neuroscienza delle emozioni, confermano che il cervello umano è abile a nascondere molte cose. Vediamo dunque di individuare quali sono queste ragioni nascoste:
1) I risultati delle recenti elezioni politiche a Pegognaga fanno intravedere alle minoranze la possibilità di raggiungere la maggioranza alle elezioni amministrative 2019, ma se i Comuni citati si fondono questo risulterebbe più difficile e si perderebbe un’ottima occasione;
2) Un territorio più vasto e geograficamente allungato, formato da più abitanti e più centri abitati, comporterebbe una gestione più complessa e impegnativa che non tutti si sentono di affrontare visto e considerato quanto è difficile amministrare bene;
3) Come fanno a perdere l’identità i cittadini di Pegognaga e di Motteggiana che restano tutti nei loro luoghi di residenza? La diversa organizzazione amministrativa non influisce sulla identità delle persone; la vera identità consiste nella natura dei luoghi, nei rapporti umani, nella passione e nell’amore che le persone provano per la comunità di appartenenza;
4) Se un Comune fa la scelta di gestire i suoi servizi in regime di consorzi, perde le proprie competenze e con esse l’autonomia politico-amministrativa.
Continuare a nascondere sotto un cumulo di slogan quello che il cittadino non deve vedere, incoraggia altri a voler scoprire quello che si vuole nascondere.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga




