“La natura sussurra a noi i suoi segreti attraverso i suoni” usava dire Rudolf Steiner pedagogo e filosofo austriaco. Da molto tempo questi suoni sono coperti dal nostro frastuono e da una frenesia inarrestabile, mentre l’aria che ci avvolge è diventata meno respirabile. L’avvento della industrializzazione, avvenuta poco meno di due secoli fa, ha dato inizio alla corsa allo sviluppo economico e ancora oggi non ci rendiamo conto dove stiamo andando . La natura sofferente ce lo sta dicendo, ma noi non sentiamo più i suoi suoni, neppure ci accorgiamo delle sue ferite.
Si sono raggiunte in un breve spazio di tempo 400 parti per milione di C02 in atmosfera che danno origine all’effetto serra causando l’innalzamento delle temperature su tutto il pianeta. Si assiste all’avanzamento del deserto e di vaste aree siccitose che investono oltre due miliardi di persone. La riduzione dei ghiacciai del pianeta non ha eguali in tempi storici. Nell’ultimo decennio la quasi totalità delle lingue glaciali perde tra mezzo metro e un metro di ghiaccio l’anno. Secondo lo studio della NASA , dall’inizio del xx secolo il livello degli oceani è cresciuto di 20 cm e più di 8 cm solo negli ultimi 20 anni. Dagli studi della FAO, la deforestazione è un’azione continua e inarrestabile tanto che ogni anno si perdono 13 milioni di ettari di foresta. Le foreste svolgono per tutti gli esseri viventi, e per l’uomo in particolare, un ruolo multifunzionale fondamentale, ma per sostenere lo sviluppo economico, a noi tanto caro, sacrifichiamo il polmone del pianeta con la conseguenza che ci togliamo la terra sotto i piedi. Dall’ultimo rapporto della società “Avvenia” sull’impatto del cambiamento climatico emergono ben 42 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nel 2016, mentre le previsioni del 2017 i 48 milioni a causa di alluvioni e siccità. Entro il 2050 si raggiungeranno i 200/250 milioni di migranti ambientali. Sembra restringersi il pianeta. Il continuo aumento di migranti sulle coste del sud d’Europa è un processo inarrestabile. Compito dei singoli Stati e delle loro istituzioni, nessuna esclusa, è organizzarsi per la migliore gestione dei flussi, assegnando ai migranti un ruolo nelle singole comunità ospitanti. Occorre ricordare che gli Italiani emigrati in ogni angolo del pianeta sono oltre venti milioni e ancora oggi centinaia di migliaia di giovani ogni anno emigrano in cerca di lavoro. I preoccupanti cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi 150 anni sul nostro pianeta sono principalmente di origine antropica ovvero derivati dall’azione dell’uomo. Soltanto modelli di società più razionali possono far sperare in un miglioramento dello stato di salute del pianeta, ma perché ciò avvenga, noi tutti dovremo modificare molti comportamenti. Le società del primato della libertà individuale senza il rispetto delle regole ambientali porteranno ulteriori peggioramenti. Le generazioni precedenti hanno consegnato le chiavi della libertà a quelle successive, le quali sono entrate nella società prendendosi tutte le libertà anche quelle che non avrebbero dovuto con i risultati che conosciamo. Le future generazioni non porteranno fiori sulle nostre tombe e i cimiteri diventeranno dei tribunali. In un periodo storico relativamente breve, l’uomo occidentale prima e successivamente intere popolazioni di altri continenti hanno corso e corrono tuttora, sopra la crosta terrestre, inseguendo un modello di società non sostenibile con gli equilibri ambientali causando l’esaurirsi delle risorse naturali. Alla luce di questi fenomeni, continuare a parlare di sviluppo economico come l’abbiamo conosciuto negli ultimi decenni è anacronistico, tanto più quando l’economia reale perde sempre più il sostegno della finanza organica a scapito della finanza speculativa. Il saggista Alkan Weisman sostiene che i cambiamenti climatici sono irreversibili perché noi ce la stiamo mettendo tutta per non salvare gli equilibri naturali, pertanto non ci resta che prenderci per mano e incamminarci verso l’estinzione. Fin da bambini abbiamo ricevuto l’insegnamento che a differenza dagli animali, l’uomo è un essere intelligente; ultimamente una corrente di antropologi sostiene di avere forti dubbi in proposito, visto lo stato in cui abbiamo ridotto il pianeta.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga


