Alcune informazioni del parco San Lorenzo. Dopo aver registrato critiche alla opere in corso,( vedi il jo-park ) emerse principalmente da ex amministratori di prim’ordine. Occorre precisare che il parco San Lorenzo non è un’oasi naturale, bensì un parco pubblico naturalizzato fruibile dalle persone dove si praticano attività di pesca, jogging, montkambai, passeggio delle persone, e a spasso con il proprio cane in modo quasi esclusivo per gli adulti. I bambini e i ragazzi delle scuole, alcune classi soltanto, lo frequentano quasi esclusivamente come percorsi didattici. Un parco vissuto principalmente da adulti. Il jo-park nasce per due ragioni ben precise: fermare il degrado che da alcuni anni era in essere per la mancanza di una nuova progettualità; dare un buon motivo ai bambini e ragazzi di parteciparvi con gli stessi diritti degli adulti promuovendo una attività ludico emozionale in ambiente naturale protetto, utile alla loro crescita. L’area riservata al jo-park non è mai stata frequentata da chi che sia, in quanto, fortemente degradata da tempo, priva di cure e di manutenzione. Non solo, non si è sottratto nulla alle attività degli adulti e al paesaggio del parco, questa iniziativa consente di dare una funzione nobile a questo segmento del parco quindi, un arricchimento dell’offerta per i giovani e giovanissimi. Abbiamo già un’area ambientale abitata soltanto dalla natura, dagli uccelli e dagli animali, invidiabile da tanti, dove si praticano attività di ricerca e di monitoraggio dell’avifauna oltre alle visite guidate.
Se si vuole parlare di aree e strutture che deturpano il paesaggio naturale del parco, allora parliamo delle strutture e attività insediate sui pedi del parco quando questo era già nato da tempo. Mi riferisco alle giganti costruzioni della ex record realizzate negli anni novanta del secolo scorso, all’interno delle quali è stata svolta una attività industriale per oltre dieci anni la quale ha prodotto rumori fino e oltre gli 80 decibel, seminando inoltre, polveri cementizie all’interno del parco e, per alcuni anni dopo il terremo, hanno ospitato una carpenteria pesante dove i rumori si avvertivano anche nell’oasi. Queste scelte fatte da amministratori di ottime visioni come le vogliamo chiamare? Ora restano a ridosso del parco strutture in degrado come pure l’area Bringhenti e la ex fornace. Nessuno e tanto meno chi critica il jo-park ha mai preso in considerazione il degrado e la poca attenzione che da alcuni anni avanzavano nel parco e nelle aree circostanti.
Se io ed Alfredo non avessimo studiato e proposto il progetto Pego-Virtuosa, ( all’interno del quale risulta indicato anche il parco avventura) tutto sarebbe rimasto come prima in attesa di una nuova progettualità ancora lontana dai pensieri di alcuni amministratori.
Con questo non si vuole rivendicare le idealità che hanno dato origine al parco, a metà degli anni settanta del secolo scorso e che per molti anni ha avuto positive attenzioni. Credo comunque, sia giusto chiamare le cose con il loro vero nome…
Renzo
