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Programma di lezioni culturali amministrative 2019

 

Come preannunciato nella precedente conferenza stampa, da venerdì 25 gennaio e fino ad aprile, avrà inizio un ciclo di lezioni, che si svolgerà presso il Centro Culturale di Pegognaga. Le lezioni avranno inizio alle ore 20.45.
Le lezioni sono rivolte sopratutto alle persone che intendono candidarsi nelle liste elettorali alle prossime elezioni amministrative. Sono aperte alla partecipazione di tutti gli schieramenti politici, ma anche a semplici cittadini. Si tratta della promozione di un servizio per la conoscenza del funzionamento del Comune e delle competenze fissate dalle leggi vigenti. Pensiamo che questa iniziativa sia utile alla comunità in quanto, persone elette siano dotate di conoscenze in grado di svolgere al meglio il loro mandato.

Le lezioni tratteranno i seguenti ambiti:

– Ruolo e funzioni del segretario comunale
– Finanza, bilancio del comune e dell’unione
– Urbanistica, patrimonio pubblico, funzione dell’ufficio tecnico. – Servizi sociali, servizi alla persona, RSA, azienda speciale.
– Scuola, Centro Culturale e teatro.
– Ruolo e funzioni del Sindaco, assessori e consiglieri.
– Ambiente: inquinamento, rifiuti, verde pubblico, parco.

Data delle lezioni:
– Venerdì 25 gennaio

  • 8 febbraio
  • 15 febbraio
  • 1marzo
  • 15marzo
  • 29marzo
  • 13 aprile

Lista Civica “Rinnoviamo Pegognaga”


Il nostro motto si declina in cinque punti: Visione – Progetto – Metodo – Comunicazione – Azione.
La lista civica “Rinnoviamo Pegognaga” è una lista aperta alle persone e alle associazioni che condividono con noi un nuovo percorso amministrativo.
Il confronto delle idee e la collaborazione sono i capisaldi di una dialettica sui grandi temi che si dovranno affrontare e gestire nei prossimi anni e che indichiamo nei seguenti ambiti:

Stato socio- culturale della comunità. Risorsa imprescindibile per raggiungere il benessere nei rapporti umani. Azioni mirate.

Ambiente: nuovo approccio per dissolvere le criticità ambientali; aria, acqua, suolo, verde.

Opere pubbliche: scuole, teatro, campus scolastico e culturale, viabilità urbana, ciclabili.

Risorse umane e finanziarie: gestione razionale ed efficace per il mantenimento degli attuali servizi.

Delega alle attività produttive: per una politica di mantenimento dell’attuale assetto produttivo e per un incrementare di nuovi insediamenti.

Si vuole Inaugurare un modo gentile di amministrare. Un gruppo di persone dotate di competenze e impegno si dedicheranno alla gestione dell’Ente. Un gruppo che saprà fare squadra sotto l’egida di una attenta regia.

 

ORGANIZZAZIONE
Dal mese di gennaio fino a tutto il mese di aprile, avranno inizio lezioni di formazione specifica per i nostri candidati e nuovi aderenti, con esperti in campo amministrativo in tutti i settori di competenza del Comune.

Se la nostra lista sarà eletta, il gruppo di maggioranza si avvarrà del confronto dei gruppi che la sostengono per mettere in pratica, le azioni che di volta in volta gli amministratori sono chiamati ad attuare.

 

IL CITTADINO ATTIVO
La partecipazione dei cittadini: nei locali pubblici più frequentati saranno installate delle urne dove i cittadini possono depositare idee, progetti e problemi legati al benessere della comunità. La comunicazione: ricoprirà uno spazio importante con un impegno costante utilizzando gli strumenti oggi disponibili.

Avremo una particolare attenzione: al rispetto delle regole di convivenza.

Opereremo: per una comunità più coesa e solidale per dare più valore ai rapporti umani.

Avremo cura: del mondo del volontariato dotandoci di uno sportello al servizio delle associazioni locali.

Le attività sportive: avranno un interlocutore attivo con la nuova amministrazione.

Lettera alla Gazzetta, 1 Gennaio 19

Erano mesi che le penne non scrivevano più. Si aspettava che Babbo Natale  portasse fra i doni un calamaio d’inchiostro. Così è stato e in tutta fretta dai banchi delle minoranze di Pegognaga si sono messi a scrivere senza curarsi troppo di cosa vuol dire, per una coalizione di più soggetti con sensibilità diverse, avere la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. Le critiche sono utili a raffinare il pensiero, ma non possono prescindere dalla conoscenza delle dinamiche di una coalizione, tanto più quando la sua composizione è costituita da rapporti di forza molto disuguali. Chi fa politica questo dovrebbe saperlo. La nostra parziale delusione per l’operato della attuale Amministrazione deriva dalla mancanza del raggiungimento di alcuni obiettivi  indicati nel programma. Pur comprendendo la necessità di dover esercitare la capacità di mediazione e anche compromessi ( l’ABC della politica), tuttavia il risultato è stato inferiore alle aspettative. La scelta coraggiosa di far parte dell’attuale maggioranza è stata quella di credere che un cambiamento rispetto al passato era possibile. Questo non è avvenuto nei termini desiderati soprattutto per l’inefficienza della regia da parte del maggior responsabile della coalizione che a cascata ha penalizzato l’azione dei membri dell’Amministrazione. Quello che ancora viene detto a proposito del referendum popolare del settembre scorso, è tutto vero. Vere sono anche le maggiori difficoltà che incontreranno i futuri amministratori, vista la perdita di importanti risorse finanziarie, e altrettanto vera sarà l’impossibilità di soddisfare taluni bisogni reali dei cittadini. Ad ognuno le proprie responsabilità.
C’è chi sostiene con convinzione che i cittadini hanno sempre ragione, noi invece diciamo che i cittadini hanno ragione, ma non sempre.
Questa esperienza ha contribuito a restituirci la forza di esporci di nuovo per cambiare  paradigma, grazie anche alle competenze acquisite e trasmesse all’interno del  nostro movimento. Dagli errori è possibile imparare qualcosa di nuovo.
Il tempo della politica di oggi è un tempo di tanta mediocrità, che parte dal basso fino ad arrivare al cuore delle Istituzioni.
Le attuali minoranze cercano il consenso col metodo  bulldozer: col demolire l’azione, il pensiero e le persone considerate loro avverse, si fanno attori della divisione col risultato di trovare attorno a loro cumuli di inerti. Così facendo, sottraggono  protagonismo al loro pensiero, alla loro visione, ai loro ideali cui dovrebbero andare fieri,  per divulgarli alla comunità e renderla migliore.
La sfida è aperta e invitiamo le minoranze, ma non solo, a un confronto sui fondamentali che investono l’Amministrazione. Questo terreno non deve essere un campo di battaglia, ma luogo di rispetto dove il confronto diventa un atteggiamento nobile al servizio di un cittadino consapevole.

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

 

Perché il jo-park all’interno del parco San Lorenzo?

GirasoleAlcune informazioni del parco San Lorenzo.  Dopo aver registrato critiche alla opere in corso,( vedi il jo-park ) emerse principalmente da ex amministratori di prim’ordine. Occorre precisare che il parco San Lorenzo non è un’oasi naturale, bensì un parco pubblico naturalizzato fruibile dalle persone dove si praticano attività di pesca, jogging, montkambai, passeggio delle persone, e a spasso con il proprio cane in modo quasi esclusivo per gli adulti. I bambini e i ragazzi delle scuole, alcune classi soltanto, lo frequentano quasi esclusivamente come percorsi didattici. Un parco vissuto principalmente da adulti. Il jo-park nasce per due ragioni ben precise: fermare il degrado  che da alcuni anni era in essere per la mancanza di una nuova progettualità;  dare un buon motivo ai bambini e ragazzi di parteciparvi con gli stessi diritti degli adulti  promuovendo una attività ludico emozionale in ambiente naturale protetto, utile alla loro crescita. L’area riservata al jo-park non è mai stata frequentata da chi che sia, in quanto, fortemente degradata da tempo, priva di cure e di manutenzione. Non solo, non si è sottratto nulla alle attività degli adulti e al paesaggio del parco, questa iniziativa  consente di dare una funzione nobile a questo segmento del parco quindi, un arricchimento dell’offerta  per i giovani e giovanissimi. Abbiamo già un’area ambientale abitata soltanto dalla natura, dagli uccelli e dagli animali, invidiabile da tanti, dove si praticano attività di ricerca e di monitoraggio dell’avifauna oltre alle visite guidate.

Se si vuole parlare di aree e strutture che deturpano il paesaggio naturale del parco, allora parliamo delle strutture e attività insediate sui pedi del parco quando questo era già nato da tempo. Mi riferisco alle giganti costruzioni della ex record realizzate negli anni novanta del secolo scorso, all’interno delle quali è stata svolta una attività industriale per oltre dieci anni la quale ha prodotto rumori fino e oltre gli 80 decibel, seminando  inoltre, polveri cementizie all’interno del parco e, per alcuni anni dopo il terremo, hanno ospitato  una carpenteria pesante dove i rumori si avvertivano anche nell’oasi. Queste  scelte fatte da amministratori di ottime visioni  come le vogliamo chiamare? Ora restano a ridosso del parco strutture in degrado come pure l’area Bringhenti e la ex fornace.  Nessuno e tanto meno chi critica il jo-park  ha mai preso in considerazione il degrado e la poca attenzione che da alcuni anni avanzavano nel parco e nelle aree circostanti.

Se io ed Alfredo non avessimo studiato e proposto  il progetto Pego-Virtuosa, ( all’interno del quale risulta indicato anche il parco avventura) tutto sarebbe rimasto come prima in attesa di una nuova progettualità ancora lontana dai pensieri di alcuni amministratori.

Con questo non si vuole rivendicare le idealità che hanno dato origine al parco, a metà degli anni settanta del secolo scorso e che per molti anni ha avuto positive attenzioni. Credo comunque, sia giusto chiamare le cose con il loro vero nome…

Renzo

Riflessione su unione Pegognaga – Motteggiana

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Una attenta riflessione su quanto sta per realizzarsi è d’obbligo. Mi riferisco all’unione con il
Comune di Motteggiana e il modo come è stata illustrata dai due sindaci giovedì scorso presso il
municipio di Motteggiana.

Premesso che tutti noi concordiamo sull’obiettivo di arrivare alla fusione dei 6 Comuni. Quale
strada intraprendere per realizzarlo? Si sa che al momento due su sei sono disponibili per l’unione.

Se è vero che un gruppo di lavoro che unisce i sei Comuni ha avvertito la necessità di realizzare uno
studio di fattibilità per unire o fondere i sei Comuni; vuol dire che si vuol capire quale
organizzazione del territorio comporta e quali vantaggi ne derivano per le comunità. Soltanto dopo
aver analizzato il suddetto progetto, individualmente e collegialmente si deciderà la scelta da farsi.

Questo vale anche per Pego e Motteggiana. Dobbiamo attendere ancora alcuni mesi? Si può fare,
visto che sono anni che se ne parla e non sarà un altro breve periodo a fare difetto, viste anche le
notevoli probabilità che ci sia uno spostamento al 2016 dell’obbligo di unirsi per i Comuni sotto i
3000 AB.

Decidere di andare in unione con Motteggiana entro l’anno in corso prima ancora di analizzare il
progetto di fattibilità dei sei Comuni, vuol dire non dare la possibilità agli alti di maturare la
decisione alla luce di vantaggi certi che emergeranno dallo studio. Soltanto dopo questi passaggi e
qualora nulla cambi per gli altri sindaci, si può procedere con Motteggiana non con l’unione ma con
la fusione. Se la politica fosse dotata di buon senso intraprenderebbe questo percorso.

Ho colto delle consistenti contraddizione nel pensiero del sindaco di Motteggiana; quando sostiene
che bisogna pensare e agire per il territorio e non per i municipi. Però lui ha rifiutato la fusione con
Suzzara pur sapendo che avrebbe avuto dei vantaggi anche per i suoi cittadini. Perché l’ha fatto?

Probabilmente pensava al municipio, alla paura di diventare una frazione di Suzzara e perdere il
controllo della sua realtà attuale. Vuol fare l’unione e non la fusione con Pegognaga per mantenere il
municipio e risolvere così il suo problema con gli obblighi di legge. Quindi, trovare un Comune
che si accolli l’onere dell’unione; risulta essere un ottimo salvagente che gli consente di galleggiare
in municipio a Motteggiana. L’idea di una fuga in avanti verso una unione insignificante a due e
pensando che successivamente gli altri Comuni si uniranno, è sbagliata, in quanto verrà
sicuramente interpretata come una sfida nei loro confronti, mancanza di coraggio, di lungimiranza e
con il pericolo che il tutto scivoli sul personale. Anche in questo caso si tende a colpevolizzare
sempre gli altri per la loro refrattarietà ad unirsi. Siamo così sicuri di aver condotto nei dovuti modi
il percorso fin qui fatto e di aver portato le dovute argomentazioni, le analisi e il confronto
interpersonale? Certamente, si dirà; diversamente dovremmo fare autocritica. Azione sospesa.

Vorrei prendere a prestito un pensiero di Papa Francesco espresso dopo gli ultimi scandali in
Vaticano: se non siamo capaci di gestire i soldi che si vedono, come possiamo essere in grado di
gestire le anime che non si vedono? Traduco: se non siamo ancora in grado di avere rapporti corretti
e costruttivi tra di noi in casa nostra, come possiamo pretendere di essere sempre in grado di averli
fuori casa? Ancora: se la nostra mente ha difficoltà a recepire il pensiero altrui, quindi di poterlo
soppesare, come possiamo pensare che altri recepiscono il nostro?

Voler andare in unione con Motteggiana senza un progettino di fattibilità,di servizi da unire, di
risorse finanziarie da destinare e di persone da impiegare è come dire ad un manuale di costruire
una casa senza il disegno.

Con ogni probabilità di questa riflessione se ne farà cattivo uso oppure buona per il cestino.

Ricordandovi però che questa maggioranza è costituita da una coalizione e che quando ci sono
scelte politiche importanti, correttezza vuole che ci si confronta prima ancora di decidere. Anche
perché a rispondere degli errori della amministrazione non sono soltanto il sindaco e il PD, lo siamo
in egual misura anche noi del movimento.

E’ evidente a tutti noi che la scelta è già stata fatta anche se si vuol far credere ai cittadini che ci
sono ancora altri passaggi come il consiglio comunale. Soltanto più avanti ci si renderà conto che è
sbagliata e che “demolirà” l’obiettivo originale. Ogni scelta ha delle conseguenze certe, l’importante
esserne consapevoli.

Convinto di interpretare il pensiero della maggioranza del movimento che rappresento.

Renzo.

Lettera alla Gazzetta di Mantova del 22-11-15

Megafono_verde

Ogni giorno una processione scomposta di automobili accerchia i plessi scolastici. Molti genitori
accompagnano i propri figli a scuola in auto creando ingorghi, pericolo per gli alunni e molto
inquinamento. Auto che sostano in tripla fila con motori accesi, altre parcheggiano o che transitano
per tutto il giorno a pochi metri dalle finestre delle scuole e i vigili urbani in servizio, senza
berretto d’ordinanza, visto che hanno sempre le mani nei capelli per le difficoltà a gestire il caos.
Sembra di trovarsi in un porto di mare con auto accalcate e autisti impazienti di entrare nel ventre
della nave per raggiungere un altrove.

Causa questo stato di cose non più tollerabile e vista anche la direttiva Europea numero zero la
quale bandisce il Piedi­Bus perché favorirebbe le lobby delle calzature, l’Amministrazione
Comunale ha provveduto ad un’inedita organizzazione, convinta di eliminare il caos, agevolare i
genitori e ridurre l’inquinamento in atmosfera.

Il plesso scolastico di recente prefabbricazione si presenta con due aperture centrali corrispondenti
tra di loro realizzate sui lati longitudinali. Le auto entrano nel corpo della scuola, sostano a
motore acceso in attesa che scenda il bambino, poi lentamente escono dal lato opposto. Questa
soluzione offre i seguenti vantaggi: si elimina il caos, i genitori non scendono dall’auto, in caso di
pioggia e neve i bambini non si bagnano, le auto transitano in fila ordinata, non c’è la necessità
della presenza dei vigili e parte dei gas di scarico sono catturati all’interno del plesso,
contribuendo alla riduzione dell’effetto serra.

Gli insegnanti hanno la facoltà di entrare in aula con la propria auto con la raccomandazione di
parcheggiarla dietro la scrivania.

Lo sgradevole odore dei gas di scarico che si crea all’interno della scuola viene mitigato con
essenze naturali. Le sostanze “ indigeste” presenti nei gas di scarico ( monossido di carbonio,
idrocarburi, ossido di azoto, particolato con l’aggiunta di metalli pesanti come: piombo, alluminio
e nichel) che respirano i bambini favorirà la formazione di polmoni d’acciaio e li renderà immuni
ad allergie e intolleranze alimentari, mentre le parti chimiche sono indicate per la colazione, i
metalli pesanti sono preferiti per il pranzo. Buon appetito bambini.

Viene da chiedersi: i genitori sono o non sono consapevoli di questo nutrimento per i loro figli?

Una minoranza ha criticato questa soluzione, definendola discriminatoria in quanto nelle aperture
adibite al passaggio delle auto l’altezza non consente il passaggio dei mezzi furgonati.
Anche le soluzioni migliori trovano sempre qualcuno contrario…

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Lettera alla Gazzetta di Mantova del 24-10-15

Gli atteggiamenti di cattiva politica sono esondati anche in periferia. Ondate di livore e del  peggior narcisismo rendono fangoso il campo politico e  amministrativo.
In politica l’idea di libertà  spesso viene assunta come diritto senza  limiti;” un’anarchia”  che giorno dopo giorno si  mangia la democrazia, favorendo un paesaggio di individui e non una comunità di persone.
Chi eletto in posizione minoritaria di frequente vive un’insofferenza divenuta patologica che incrina il rispetto e i rapporti ( umani ) tra le persone.
Il permanere di tale atteggiamento danneggia prima di tutto chi lo assume e trasmette ad altri  l’avversione alla politica e al bene comune. Il modo peggiore di rendersi utili. Quando il mondo della politica e non solo, ricorre alla raccolta a strascico di aderenti, spesso  si  registrano cattivi risultati.
Se anche la politica dal basso ( uno dei pochi baluardi di democrazia) assume le sembianze di chi l’esercita come professione, le speranze di un reale cambiamento si riducono di molto. Scimmiottare le loro ricette;  dialettica  del conflitto permanente e nefandezza dove le diversità di pensiero non s’incontrano ma si scontrano.
Si deve copiare dagli chef che ogni giorno inventano ricette nuove per nutrire in modo sano il nostro corpo. Anche chi fa politica dovrebbe applicare nuove ricette per nutrire in modo sano la politica, il pensiero e i sentimenti delle persone /cittadini.
Se ci si altera troppo in politica si va in scadenza prima, come avviene per gli alimenti.Le liste civiche e i movimenti civici nascono per scansare i partiti ( i pochi rimasti) convinti di essere diversi, migliori, di dare una nuova immagine della politica, capace di coinvolgere molti cittadini. Tuttavia questo non avverrà se si continuano a riprodurre gli schemi noti.
Tornerà strano ad una lista civica che nasce per essere contro qualcuno, sempre e comunque, sapere che il movimento cittadini attivi si è costituito per esercitare una politica gentile, per portare i valori autentici delle persone nella politica, per essere utili alla comunità d’appartenenza,  per agire nel confronto permanente e collaborare con altri soggetti politici.
Le provocazioni gratuite e l’uso di aggettivi virulenti denotano una grave mancanza di rispetto, che marca le frustrazioni di chi ne fa uso.
Le parole hanno un loro peso specifico e hanno il potere di mettere a nudo chi le usa.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini  Attivi  Pegognaga