Organismi naturalmente modificati

GirasoleFra i campi di cereali di mezzo mondo sta montando una rivoluzione che potrebbe aiutare 800 milioni di persone a risolvere il problema della scarsità di cibo. La nuova frontiera dell’agricoltura ecologica si chiama Mas, sigla che sta per marker assisted selection,  selezione assistita da marcatori. A promuoverla è Greenpeace, che la descrive come una biotecnologia capace di arrivare dove gli OGM hanno fallito.

La  Fao  stima che garantire la food security, cioè la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare dell’umanità nei prossimi decenni, richiederà un aumento consistente della produzione agricola, obiettivo da raggiungere in un contesto climatico in cui i terreni saranno sempre più salati, si verificherà un ulteriore innalzamento termico e soprattutto aumenterà la siccità. Fattori che ridurranno in misura crescente la produttività agricola globale. Ci sarà sempre più bisogno di innovazione, e per questo Greenpeace cerca di sensibilizzare la popolazione mondiale sulla tecnologia Mas, non invasiva e secondo natura.  Greenpeace ha stilato  un elenco di 136 varietà ottenute tramite questa tecnica.

La Mas è una biotecnologia capace di selezionare le piante più resistenti e produttive, senza presentare i rischi degli OGM.  Si tratta di una proficua collaborazione fra contadini e biotecnologici iniziata vent’anni fa: gli agricoltori individuano le piante più produttive e più resistenti ai parassiti, alle malattie e alle intemperie, poi intervengono i biotecnologi che prelevano cellule di quelle piante e “srotolano” la massa del Dna per evidenziare attraverso dei marcatori molecolari, piccoli frammenti di Dna- i geni associati al carattere desiderato.

Grazie a questa tecnologia, si è debellata la ruggine delle foglie, provocata dal batterio che rappresenta una seria minaccia per il riso. Greenpeace stima che annualmente vada  perso causa di questi patogeni il 20% del raccolto mondiale di riso. In Thailandia, Corea, Cina e India le piantagioni di riso derivanti dalla biotecnologia Mas, i raccolti resistono alla siccità e alle inondazioni, più frequenti e devastanti in conseguenza del cambiamento climatico.

In Italia il gruppo del professore Roberto Tuberosa, docente di Genetica delle piante all’Università di Bologna, sta lavorando da un decennio per migliorare la qualità e la produttività del  frumento duro utilizzato per produrre la pasta. L’Italia ha una lunga e lusinghiera tradizione nel miglioramento genetico per l’innovazione varietale del frumento duro.

Il problema più acuto, afferma il professore Tuberosa,  resta quello della scarsità dei fondi per la ricerca, pubblici e privati: “se non si porrà presto mano al portafoglio per stimolare la ricerca nel settore genetico vegetale, la nostra agricoltura rischia un’ulteriore marginalizzazione”. E il tema della sofferenza dei centri di ricerca italiani Tuberosa ha intenzione di portarlo all’attenzione mediatica nel corso di Expo 2015.

Giulia Maria Mozzoni Crespi, storica ambientalista, pioniera dell’agricoltura biologica in Italia e Matteo Giannatosio, medico e agronomo, esperto in alimentazione, hanno sostenuto che le allergie alimentari (sono raddoppiate in 10 anni) per colpa di una alimentazione di cattiva qualità e l’uso eccessivo di pesticidi, sostanze chimiche e organismi geneticamente modificati in agricoltura.

Il moltiplicarsi delle allergie è l’inevitabile conseguenza del rapporto perverso che abbiamo instaurato con il cibo e con la natura che lo elargisce. Il cibo infatti avrebbe  perso la sua sacralità, decadendo all’umile rango di bene di consumo.