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Programma di lezioni culturali amministrative 2019

 

Come preannunciato nella precedente conferenza stampa, da venerdì 25 gennaio e fino ad aprile, avrà inizio un ciclo di lezioni, che si svolgerà presso il Centro Culturale di Pegognaga. Le lezioni avranno inizio alle ore 20.45.
Le lezioni sono rivolte sopratutto alle persone che intendono candidarsi nelle liste elettorali alle prossime elezioni amministrative. Sono aperte alla partecipazione di tutti gli schieramenti politici, ma anche a semplici cittadini. Si tratta della promozione di un servizio per la conoscenza del funzionamento del Comune e delle competenze fissate dalle leggi vigenti. Pensiamo che questa iniziativa sia utile alla comunità in quanto, persone elette siano dotate di conoscenze in grado di svolgere al meglio il loro mandato.

Le lezioni tratteranno i seguenti ambiti:

– Ruolo e funzioni del segretario comunale
– Finanza, bilancio del comune e dell’unione
– Urbanistica, patrimonio pubblico, funzione dell’ufficio tecnico. – Servizi sociali, servizi alla persona, RSA, azienda speciale.
– Scuola, Centro Culturale e teatro.
– Ruolo e funzioni del Sindaco, assessori e consiglieri.
– Ambiente: inquinamento, rifiuti, verde pubblico, parco.

Data delle lezioni:
– Venerdì 25 gennaio

  • 8 febbraio
  • 15 febbraio
  • 1marzo
  • 15marzo
  • 29marzo
  • 13 aprile

Lista Civica “Rinnoviamo Pegognaga”


Il nostro motto si declina in cinque punti: Visione – Progetto – Metodo – Comunicazione – Azione.
La lista civica “Rinnoviamo Pegognaga” è una lista aperta alle persone e alle associazioni che condividono con noi un nuovo percorso amministrativo.
Il confronto delle idee e la collaborazione sono i capisaldi di una dialettica sui grandi temi che si dovranno affrontare e gestire nei prossimi anni e che indichiamo nei seguenti ambiti:

Stato socio- culturale della comunità. Risorsa imprescindibile per raggiungere il benessere nei rapporti umani. Azioni mirate.

Ambiente: nuovo approccio per dissolvere le criticità ambientali; aria, acqua, suolo, verde.

Opere pubbliche: scuole, teatro, campus scolastico e culturale, viabilità urbana, ciclabili.

Risorse umane e finanziarie: gestione razionale ed efficace per il mantenimento degli attuali servizi.

Delega alle attività produttive: per una politica di mantenimento dell’attuale assetto produttivo e per un incrementare di nuovi insediamenti.

Si vuole Inaugurare un modo gentile di amministrare. Un gruppo di persone dotate di competenze e impegno si dedicheranno alla gestione dell’Ente. Un gruppo che saprà fare squadra sotto l’egida di una attenta regia.

 

ORGANIZZAZIONE
Dal mese di gennaio fino a tutto il mese di aprile, avranno inizio lezioni di formazione specifica per i nostri candidati e nuovi aderenti, con esperti in campo amministrativo in tutti i settori di competenza del Comune.

Se la nostra lista sarà eletta, il gruppo di maggioranza si avvarrà del confronto dei gruppi che la sostengono per mettere in pratica, le azioni che di volta in volta gli amministratori sono chiamati ad attuare.

 

IL CITTADINO ATTIVO
La partecipazione dei cittadini: nei locali pubblici più frequentati saranno installate delle urne dove i cittadini possono depositare idee, progetti e problemi legati al benessere della comunità. La comunicazione: ricoprirà uno spazio importante con un impegno costante utilizzando gli strumenti oggi disponibili.

Avremo una particolare attenzione: al rispetto delle regole di convivenza.

Opereremo: per una comunità più coesa e solidale per dare più valore ai rapporti umani.

Avremo cura: del mondo del volontariato dotandoci di uno sportello al servizio delle associazioni locali.

Le attività sportive: avranno un interlocutore attivo con la nuova amministrazione.

L’assemblea sulle scuole – Lettera alla Gazzetta, Novembre 2017

C’era chi si aspettava la sala civica: gremita, partecipata si, ma non gremita alla assemblea pubblica promossa dall’Amministrazione Comunale di Pegognaga sul tema: ristrutturazione scuole primarie  rese inagibili dal sisma del maggio 2012.

L’argomento era di primaria importanza e coinvolgeva famiglie,  operatori scolastici nonché semplici cittadini. La scuola rappresenta la seconda casa dei bambini/e e ragazzi/e e nessuno dovrebbe  mostrare disinteresse. Positiva la presentazione dettagliata dell’iter burocratico e degli incarichi a professionisti esterni, ma il lavoro fin qui svolto ha ignorato il contesto più ampio in cui si inseriscono i plessi di Scuola primaria: Campus culturale. Se chiudessimo gli occhi e lasciassimo che fosse  il pensiero a guardare, vedremmo molte più cose rispetto al progetto preliminare presentato. Se restassimo in ascolto e lasciassimo parlare l’intelligenza, sentiremmo che il Campus culturale dovrà comprendere  anche le Scuole medie, il Centro culturale, il fabbricato adiacente, il Teatro comunale, l’ Asilo nido, la Scuola d’infanzia, il Parco florida, il Palazzetto dello sport, la Mensa comunale, l’area del campo sportivo “Ferrari”, nonché una parte di piazza Vittorio Veneto, cosicché possiamo dire che il terremoto ci ha dato l’occasione di trasformare la disgrazia in opportunità.  Una corrente di pensiero diffusa tra progettisti e operatori della scuola indica come valore irrinunciabile le aree verdi, le alberature e le attrezzature esterne di pertinenza del Campus in quanto luogo didattico di apprendimento, di gioia e di emozioni per bambini/e e ragazzi/e. Il filosofo Umberto Galimberti sostiene che la scuola deve rispondere non solo in termini di istruzione ma anche in termini di educazione, in quanto  non può prescindere dalla cura dell’emotività.  Occorre dare continuità  a  metodi d’insegnamento che si stanno che non si limitano allo spazio aula e ai laboratori, ma sono capaci di fare scuola anche fuori dalla scuola. Occorre altresì essere visitatori del futuro  sapendo che il presente è in movimento e, se ci si ferma, si viene  travolti perdendo memoria anche del passato.

Il Sindaco si è preso l’impegno di promuovere più incontri con le categorie e associazioni dei cittadini per divulgare questa progettualità allo scopo di raccogliere nuovi suggerimenti visto che la progettazione partecipata non ha esaurito la sua funzione. Ma questo metodo di confronto con i cittadini  per interessi settoriali non  fa altro che alimentare le singole particolarità  e la non conoscenza reciproca. Così facendo, l’ascolto e il confronto vero fra cittadini portatori delle diverse istanze non s’incontrano mai,  in quanto ciascuno rimane arginato nei limiti dei propri ambiti sociali e/o culturali. Occorre non  smarrire il valore della comunità e della cultura collettiva e agire partendo da una informazione continua e capillare invitando i cittadini a confrontarsi portando il proprio pensiero  nelle sedi Istituzionali.

 

Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

10Gazzetta di Mantova 10-11-2017

LA PARTECIPAZIONE HA IL DIRITTO DI PAROLA – Lettera alla Gazzetta Aprile 2017

In queste settimane a Pegognaga si stanno svolgendo incontri pubblici con la cittadinanza nelle sue forme organizzative, sul tema della ristrutturazione delle scuole primarie e pertinenze. Da mesi l’Amministrazione Comunale ha avviato la gravosa procedura burocratica che  prevede anche la progettazione partecipata,  per cui  i cittadini sono invitati a partecipare ad incontri  programmati e gestiti da esperti incaricati dal Comune. Le prime assemblee sono avvenute alla presenza del corpo insegnante,  dei genitori, delle associazioni e dei gruppi consiliari. Gli incontri che hanno preceduto i gruppi consiliari hanno visto una scarsissima  partecipazione e di  contributo di idee al disotto delle aspettative.  Rammaricarsi dopo questi primi incontri è un sentimento che investe chi amministra e risultano paradossali le tante attenzioni che spesso i social media riversano sul locale: compaiano critiche astiose e polemiche gratuite o, peggio ancora, fake news che causano danno alla comunità. Forse non si dà il giusto valore ai cambiamenti che interverranno nel nostro Comune dopo il sisma  del 2012.  L’assegnazione dei  finanziamenti  per il ripristino dei plessi scolastici, del teatro comunale nonché della chiesa parrocchiale,  offre l’opportunità alla nostra comunità di rivedere una parte importante dell’urbano in una visione proiettata nel futuro. Il bene comune si alimenta con la  partecipazione concreta e con il pensiero di tutti per un confronto vivo, vocato a produrre le migliori soluzioni. La partecipazione  è un atteggiamento nobile della democrazia e della libertà; libertà che ognuno di noi rivendica in ogni istante, ma che spesso viene esercitata a scapito dell’interesse comune.

Dopo la famiglia, la scuola è l’agenzia educativo-formativa dei futuri cittadini ; essa riveste enorme importanza ed è pilastro portante della civiltà. I plessi scolastici citati hanno accolto alunni, insegnanti e operatori per oltre cento anni e ora dovranno essere efficentati, forse per altrettanti anni. Così come si evolvono i metodi d’insegnamento, si evolvono gli spazzi e  gli strumenti scolastici. Per queste ragioni “ l’operazione scuole” ha la necessità di nutrirsi di un confronto di idee a 360 gradi, che coinvolga tutta  la comunità, la quale deve porsi in modo scevro da  pregiudizi e schieramenti inopportuni.

 

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

A chi darli i nostri rifiuti quotidiani?

Da mesi la Gazzetta pubblica articoli e lettere sul tema rifiuti urbani, in vista di tante scadenze di assegnazione diretta concesse da molti Comuni della nostra Provincia a Mantova Ambiente. ( Tea) Se non fosse una cosa seria verrebbe da pensare ad una commedia all’Italiana.

Cosa sta succedendo alla nostra multiutility domestica? Perché fronde consistenti di Comuni soci annunciano di andare a gara con il servizio rifiuti? Occorre soffermarsi sul sistema porta a porta spinto come scelta strategica di Mantova Ambiente che, di fatto mira ad un solo obiettivo: alta percentuale di raccolta differenziata senza curarsi di tanti altri aspetti che il servizio pone, come un elevato costo economico per le famiglie, disagi per molte fasce di cittadini, elevato inquinamento dovuto all’uso massiccio di mezzi di trasporto adibiti alla raccolta, gestione e trattamento della frazione organica molto onerosa, degrado dei territori, incremento preoccupante di insoluti, gestione burocratica delle piattaforme ecologiche, mancanza di una informazione educativa continua nelle scuole e fra i cittadini. Un sistema che non è in grado di dare adeguate risposte alla complessità che lo caratterizza, non è un sistema sano. Dopo anni di attuazione di questo sistema, Mantova Ambiente dovrebbe riconoscere i tanti limiti di questa scelta e proporre ai Comuni soci sistemi in grado di gestire al meglio la complessità dei rifiuti urbani.

Un’ imprenditoria di successo è tale quando investe continuamente sui prodotti/servizi, nella loro qualità e diversità. Mantova Ambiente (Tea) in tutti questi anni non ha dimostrato lungimiranza nel settore rifiuti anzi, per contenere i costi del porta a porta ha ridotto il servizio in molti Comuni.

L’azione manageriale di Tea ha rivolto l’attenzione alla acquisizione di quote societarie di altre piccole società del settore e ora sta pensando di acquisirne altre da una società fuori provincia. L’investimento di un certo rilievo che ha realizzato, è stato quello di un consistente ampliamento della discarica di Mariana al punto da far pensare alla possibilità di accogliere rifiuti di altre Province ( in caso di emergenze) con la speranza di fare business.

La volontà di soddisfare le consistenti richieste da fronde di Comuni pur di non perderli, viene percepita come azione di difesa del territorio. Questa politica denota debolezza e difficoltà manageriali, con conseguenze sui costi che incideranno sugli equilibri finanziari di Tea. E qui corre l’obbligo di ricordare i casi di Cime e Siem.

La vera mission di una società pubblica di servizi non è quello di fare utili ( con le tariffe) per essere divisi fra i soci, bensì per investirli nei servizi a vantaggio dei cittadini. Una società che si definisce paladina dell’ambiente in quanto lo tiene “pulito” e nell’eseguirlo impiega mezzi di trasporto ad elevato tasso d’inquinanti per l’atmosfera, rappresenta un paradosso.

I rifiuti si possono raccogliere con sistemi che sappiano governare meglio la complessità. Da anni in vasti territori del nord d’Italia sono serviti da isole ecologiche, cassonetti intelligenti, sistemi misti, stazioni ecologiche multi materiali, sistemi che consentono di raggiungere altissime percentuali di R.D.

La frazione organica supera il 30% del totale degli RSU (frazione più costosa nell’insieme del servizio) che attualmente viene convogliata in un unico impianto di biossidazione forzata e di filtraggio dell’aria con elevati consumi energetici, impianto ubicato alla estremità nord-ovest della Provincia ( quanti km occorre fare per i Comuni dell’oltrepò, per conferire il proprio organico? E quanta C02 si scarica in atmosfera?) Sistemi molto più economici ed ecologici per trattare la frazione organica e ricavarne un compost di qualità certificata sono presenti da anni anche in Italia vedi ( Comune di Campo Tures BZ attivo dal 2002). Si tratta di impianti di dimensione media che richiedono esigui investimenti e che riducono anche di un terzo i tempi di maturazione in compost, con l’impiego di tecnologia biologica in assenza di esalazioni. Si potrebbero immaginare tre o quattro di questi impianti distribuiti sul territorio della Provincia per avere grossi risparmi economici e riduzione dell’inquinamento.

Le piattaforme ecologiche dovrebbero avere una gestione meno burocratica e più aderente alla direttiva UE in materia di riutilizzo dei materiali in esse presenti: i cittadini conferenti abbiano la possibilità di attingere e riutilizzare materiali o oggetti scartati da altri; le piattaforme dovrebbero avere la funzione di ricicleria di tutto quanto riutilizzabile al fine di ridurre i rifiuti, al tempo stesso dare nuova vita alle cose. Se la gestione terza di questi centri di raccolta non è in grado di sostenere questa idea di gestione, siano i singoli Comuni a gestirle con l’aiuto del volontariato e forme compensative (vaucher)

Con le richieste da parte di alcuni sindaci di abbattimento dei costi del servizio , divisione degli utili di gestione per abitanti, dimezzamento degli insoluti ( sul totale dei Comuni non si parla di centinaia di migliaia di Euro ma di Milioni ) pur mantenendo il medesimo sistema di raccolta e smaltimento, non sarà facile per il gestore chiudere i bilanci in positivo.

Anche Tea, come tante altre società pubbliche di provincia, dovrà affrontare altre sfide che stanno avanzando in molte regioni del nord, provocate dalle grandi multiutility come: A2A – Hera – Iren – Acea per accorpare totalmente o parzialmente la costellazione delle piccole società di provincia. Se ciò avvenisse vorrebbe dire l’appiattimento standardizzato della gestione dei servizi ai cittadini, senza il benché minimo controllo e incidenza da parte di chi li rappresenta.

Se il territorio rimarrà unito e compatto, Tea avrà qualche possibilità in più di reggere alle insidie. E per fare ciò occorre che da un lato la nostra multiutility diventi un’eccellenza a 360 gradi nei servizi erogati, e dall’altro i singoli Comuni optino per l’affidamento diretto, rivendicando però un ruolo critico e un peso politico che ora non hanno.

E’ inoltre fondamentale che le singole amministrazioni comunali facciano la loro parte per perseguire/garantire uno standard di efficacia e di efficienza del servizio: promuovano pertanto una vera politica seria di innovazione del servizio e ancor più di educazione dei loro cittadini alla responsabilità civica e quindi al rispetto del territorio in cui vivono.

Renzo Gazzoli

Movimento Cittadini Attivi Pegognaga

Riflessione su unione Pegognaga – Motteggiana

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Una attenta riflessione su quanto sta per realizzarsi è d’obbligo. Mi riferisco all’unione con il
Comune di Motteggiana e il modo come è stata illustrata dai due sindaci giovedì scorso presso il
municipio di Motteggiana.

Premesso che tutti noi concordiamo sull’obiettivo di arrivare alla fusione dei 6 Comuni. Quale
strada intraprendere per realizzarlo? Si sa che al momento due su sei sono disponibili per l’unione.

Se è vero che un gruppo di lavoro che unisce i sei Comuni ha avvertito la necessità di realizzare uno
studio di fattibilità per unire o fondere i sei Comuni; vuol dire che si vuol capire quale
organizzazione del territorio comporta e quali vantaggi ne derivano per le comunità. Soltanto dopo
aver analizzato il suddetto progetto, individualmente e collegialmente si deciderà la scelta da farsi.

Questo vale anche per Pego e Motteggiana. Dobbiamo attendere ancora alcuni mesi? Si può fare,
visto che sono anni che se ne parla e non sarà un altro breve periodo a fare difetto, viste anche le
notevoli probabilità che ci sia uno spostamento al 2016 dell’obbligo di unirsi per i Comuni sotto i
3000 AB.

Decidere di andare in unione con Motteggiana entro l’anno in corso prima ancora di analizzare il
progetto di fattibilità dei sei Comuni, vuol dire non dare la possibilità agli alti di maturare la
decisione alla luce di vantaggi certi che emergeranno dallo studio. Soltanto dopo questi passaggi e
qualora nulla cambi per gli altri sindaci, si può procedere con Motteggiana non con l’unione ma con
la fusione. Se la politica fosse dotata di buon senso intraprenderebbe questo percorso.

Ho colto delle consistenti contraddizione nel pensiero del sindaco di Motteggiana; quando sostiene
che bisogna pensare e agire per il territorio e non per i municipi. Però lui ha rifiutato la fusione con
Suzzara pur sapendo che avrebbe avuto dei vantaggi anche per i suoi cittadini. Perché l’ha fatto?

Probabilmente pensava al municipio, alla paura di diventare una frazione di Suzzara e perdere il
controllo della sua realtà attuale. Vuol fare l’unione e non la fusione con Pegognaga per mantenere il
municipio e risolvere così il suo problema con gli obblighi di legge. Quindi, trovare un Comune
che si accolli l’onere dell’unione; risulta essere un ottimo salvagente che gli consente di galleggiare
in municipio a Motteggiana. L’idea di una fuga in avanti verso una unione insignificante a due e
pensando che successivamente gli altri Comuni si uniranno, è sbagliata, in quanto verrà
sicuramente interpretata come una sfida nei loro confronti, mancanza di coraggio, di lungimiranza e
con il pericolo che il tutto scivoli sul personale. Anche in questo caso si tende a colpevolizzare
sempre gli altri per la loro refrattarietà ad unirsi. Siamo così sicuri di aver condotto nei dovuti modi
il percorso fin qui fatto e di aver portato le dovute argomentazioni, le analisi e il confronto
interpersonale? Certamente, si dirà; diversamente dovremmo fare autocritica. Azione sospesa.

Vorrei prendere a prestito un pensiero di Papa Francesco espresso dopo gli ultimi scandali in
Vaticano: se non siamo capaci di gestire i soldi che si vedono, come possiamo essere in grado di
gestire le anime che non si vedono? Traduco: se non siamo ancora in grado di avere rapporti corretti
e costruttivi tra di noi in casa nostra, come possiamo pretendere di essere sempre in grado di averli
fuori casa? Ancora: se la nostra mente ha difficoltà a recepire il pensiero altrui, quindi di poterlo
soppesare, come possiamo pensare che altri recepiscono il nostro?

Voler andare in unione con Motteggiana senza un progettino di fattibilità,di servizi da unire, di
risorse finanziarie da destinare e di persone da impiegare è come dire ad un manuale di costruire
una casa senza il disegno.

Con ogni probabilità di questa riflessione se ne farà cattivo uso oppure buona per il cestino.

Ricordandovi però che questa maggioranza è costituita da una coalizione e che quando ci sono
scelte politiche importanti, correttezza vuole che ci si confronta prima ancora di decidere. Anche
perché a rispondere degli errori della amministrazione non sono soltanto il sindaco e il PD, lo siamo
in egual misura anche noi del movimento.

E’ evidente a tutti noi che la scelta è già stata fatta anche se si vuol far credere ai cittadini che ci
sono ancora altri passaggi come il consiglio comunale. Soltanto più avanti ci si renderà conto che è
sbagliata e che “demolirà” l’obiettivo originale. Ogni scelta ha delle conseguenze certe, l’importante
esserne consapevoli.

Convinto di interpretare il pensiero della maggioranza del movimento che rappresento.

Renzo.

Relazione Mandato Febbraio 2015

LComparsi

Inauguriamo oggi una relazione periodica sulle attività svolte e in fase di programmazione, relative alle tematiche ambientali e di promozione del territorio.

 

PARCO SAN LORENZO

Nelle prime settimane di gennaio abbiamo provveduto al rinnovo delle convenzioni con le associazioni che fanno parte dell’attuale ente gestore del Parco. A tutte le associazioni è stato rinnovato quanto pre-esistente per i prossimi 5 anni.

Proseguono dunque le attività, portate avanti anche nella programmazione più ampia del SIPOM (sistema parchi oltrepo mantovano). A questo proposito alcune proposte sono state fatte dal GRAM (gruppo avifauna Mantova) e accolte con favore: una serata di presentazione del lavoro di inanellamento svolto fino ad oggi con tutto il materiale raccolto e un corso di birdwatching. Inoltre è previsto per la metà di maggio l’evento “Ciclofestival dei parchi” organizzato dal SIPOM, che quest’anno vedrà protagoniste le aree di Pegognaga e Suzzara, quindi principalmente Parco San Lorenzo e Parco San Colombano. Cercheremo di aumentare per quest’anno gli eventi sul Parco, meteo permettendo, soprattutto a carattere naturalistico. Sto lavorando per questo con l’ass.Tellini e il consigliere con delega alle manifestazioni Glenda Remi.

Nelle proposte del SIPOM c’è anche la possibilità/opportunità di creare una serata o giornata a tema con la collaborazione di un agriturismo che sia vicino alla zona del parco (questa azione è prevista dal programma approvato nella Carta europea dei parchi di cui SIPOM ha appena ottenuto il rinnovo).

Laboratorio Ambiente ha proposto di fare una giornata di pulizia del Parco aperta a tutta la cittadinanza, fissata per sabato 7 marzo. Questo sarà il primo di una serie di eventi che intendiamo sviluppare per la pulizia del territorio e la sensibilizzazione contro l’abbandono dei rifiuti (tema di cui abbiamo parlato anche all’interno del Gruppo Ambiente).

Anche per quest’anno abbiamo concordato con la LAV di fare la terza edizione della festa “Parco a 4 zampe”, nel mese di settembre, vedremo quando per non andare a sovrapporci con il Festival degli scrittori della bassa o con altri eventi in zone limitrofe.

 

VERDE URBANO

In queste settimane si sta provvedendo alla piantumazione di alcune aree verdi di Pegognaga, come previsto dal Piano del Verde Urbano finanziato nel 2014. Questi gli interventi in fase di esecuzione:

– Area verde via Leonardo da Vinci:

Area verde standard che da svariati anni veniva solo regolarmente sfalciata, è stata piantumata come da linee del progetto di riqualificazione generale delle alberate  pubbliche con il seguente intervento: 1) siepe perimetrale con arbusti misti su tre lati con essenze di: Abelia, Cornus alba elegantissima, Philadelphus coronarius, Forsizia, Melograno, Weigelia e 5 alberi di alto fusto, essenze: Sofora del Giappone, Pero, Tiglio, Ippocastano, Pruno.

– Via Einstein:

Posa alberi nella fallanze dei posti alberi mancanti nell’alberata esistente della via: 8 Ibiscus siriacus, 1 Ginko biloba

– Via Volta:

Ripiantumazione completa della via con 8 alberi essenza Acero tridente.

 

MANTOVA AMBIENTE

Come avete visto e vissuto tutti, è cambiata la raccolta differenziata. Alcuni piccoli cambiamenti che hanno però creato qualche previsto disagio. L’8 di gennaio io e l’ass.Benfatti abbiamo fatto un’assemblea pubblica in cui sono stati chiariti molti aspetti e in cui abbiamo dato le motivazioni delle scelte fatte: mantenere lo status quo avrebbe comportato un aumento delle bollette, alcuni servizi per questo iniziano ad essere gestiti diversamente, sono stati razionalizzati, altri (gli spazzamenti e la pulizia delle strade) sono stati aumentati e speriamo migliorati. I risultati li vedremo nei prossimi mesi. Per quanto riguarda la raccolta dei pannoloni abbiamo avuto parecchie difficoltà iniziali: troppo pochi risultavano i cassonetti distribuiti sul territorio. Abbiamo già provveduto ad aggiungerne due nel centro abitato di Pegognaga, e di posizionarne uno a Viola e uno a Sacca. La situazione sembra già migliorata.

 NUTRIE

Aggiornamento sul problema “nutrie”, problema per cui siamo stati convocati in Provincia più e più volte. Il problema nasce quando la legge cambia la classificazione delle nutrie e le paragona ai ratti. Questa norma, che avrebbe dovuto portare all’eradicazione della nutria, ha creato un vuoto normativo, per cui dalla fine di settembre la nutria non si poteva più toccare. La Provincia ha subito sospeso il suo piano di contenimento, la Regione, visto che la competenza non è più della Provincia, ha subito sospeso i finanziamenti che permettevano di sostenere i costi di cattura e smaltimento (seppur non completamente). Gli operatori comunali che provvedevano alla cattura non erano più coperti e tutelati nello svolgimento di questa attività. Solo a gennaio la situazione ha iniziato a sbloccarsi, dopo numerose sollecitazioni da parte dei Sindaci: sono stati istituiti dei tavoli tecnici per zona, in cui i Consorzi di bonifica si sono resi disponibili a finanziare parte dei costi di gestione e finalmente si è potuto, almeno nella zona dell’Oltrepo, riavviare la cattura con le vecchie e solite modalità. Grazie al contributo dei Consorzi di bonifica riusciamo a coprire i costi di smaltimento, non i costi degli operatori di cui si fa carico ogni singolo Comune. Siamo in attesa del piano di contenimento regionale che dovrebbe uscire entro marzo.

PROGETTO EXPO

Su questo progetto, per cui sto collaborando con Giorgia Lodi (Consigliere con delega al Lavoro e Attività Produttive) e con il Sindaco, ci stiamo muovendo in tre diverse direzioni:

  • Provincia – il progetto provinciale ci vedrà coinvolti nei giorni dal 14 al 17 maggio, con fulcro San Benedetto. Ci vedrà impegnati soprattutto con alcuni percorsi di visita aziendale nella filiera lattiero-casearia.
  • Consorzio Oltrepo – il Consorzio ha previsto la presenza di tutto il nostro territorio a Mantova, organizzando ogni week end da aprile a fine ottobre con allestimenti dei sistemi che fanno parte del Consorzio, ma anche dei singoli Comuni. Come Pegognaga siamo quindi coinvolti nel week end 22-24 maggio e come parte del SIPOM nel week end 29 maggio – 2 giugno.
  • Comune di Pegognaga – prosegue, non senza difficoltà, il progetto sulla filiera agro-alimentare di Pegognaga. Abbiamo un buon nucleo di aziende aderenti. Ora si procede alla programmazione degli eventi specifici con chi ha scelto di aderire.

Lettera alla Gazzetta di Mantova del 29-01-2015 sul tema “Unioni e fusioni”

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Egregio direttore, da alcuni mesi il Suo giornale pubblica articoli riguardante il dibattito relativo al tema delle unioni-fusioni dei Comuni della nostra Provincia. Gli articoli evidenziano le tante difficoltà e reticenze da parte di molti amministratori nell’affrontare il problema e successive decisioni. Come noto, la riforma Delrio del 2013 introduce l’obbligo ai Comuni sotto i 5000 abitanti di un medesimo territorio a unire la gestione dei servizi oppure a fondersi in un solo Comune. Per il momento il decreto non obbliga i Comuni sotto i dieci o venti mila abitanti, ma le ragioni oggettive di tale provvedimento legislativo, non si differenziano anche per questi Comuni, in quanto, i trasferimenti finanziari che lo Stato centrale conferisce a tutti i Comuni, Provincie e Regione sono costantemente in diminuzione e così pure le singole entrate degli Enti. I servizi ai cittadini richiedono per la loro efficienza un continuo aggiornamento al rialzo, ma non è consentito aumentare le tasse locali vista la continua crisi economica che investe senza sconti le famiglie. Ogni singolo Ente è chiamato ad eliminare gli sprechi e le inefficienze in tutti gli ambiti di competenza, ma ciò non è risolutivo alla necessità di risorse finanziarie che ogni anno, richiedono i servizi. I singoli Comuni sono” stremati “nell’assolvere funzioni a loro affidate. Come poter pensare che l’attuale gestione dei singoli Enti piccoli e medi possa reggere e giustificarsi nel prossimo futuro?

Nelle attuali condizioni e ancora peggio quelle chi ci attendono, i Comuni saranno costretti a ridurre o cancellare servizi. Servizi che le comunità si sono conquistate e con essi, la libertà, il vivere civile valorizzando la democrazia. Di fronte a questo stato di cose di primaria importanza viene da chiedersi perchè molti amministratori vogliono restare nel loro guscio. Così facendo si pensa di dare il meglio ai cittadini oppure no? Il campanilismo ci aiuterà ad affrontare nel modo migliore i problemi incombenti oppure rappresenta una gabbia, dentro la quale troveremo soltanto” pane e acqua?” Bisogna che la pubblica opinione ne prenda coscienza Se la politica non fa nulla si renderà colpevole dell’impoverimento delle comunità e della messa in pericolo della democrazia. Se noi cittadini ci teniamo ai servizi conquistati, dobbiamo fare la nostra parte. I movimenti, le associazioni, i comitati di ogni estrazione e i cittadini, si mettano in moto per spingere senza indugi gli amministratori e i partiti verso la messa in sicurezza dei nostri servizi. L’unica strada resta quella delle unioni o meglio ancora della fusione fra Comuni del medesimo territorio. Si tratta di dotare le attuali comunità civili, di una nuova organizzazione che il nostro tempo ci sta dettando, con essa si può ottenere una ottimizzazione organizzativa dei servizi, di attuare una economia di scala e di liberare risorse in ottica territoriale inclusiva. Sullo scacchiere provinciale un numero considerevole di Comuni con meno di 5000 abitanti e anche alcuni oltre si sono messi in moto verso la realizzazione di unioni: sono i Comuni dell’est Mantovano, i confinanti col Cremonese, i Comuni del medio e alto Mantovano, del destra Secchia e dell’Oglio Po. I Comuni del destra Po sinistra Secchia, dopo un timido avvio hanno sospeso il confronto, probabilmente i soggetti politici che guidano questi Comuni pensano di bastarsi oppure sottovalutano il problema. Ha colpito l’azione dimostrativa del sindaco di Berceto, piccolo Comune del Parmense che ha chiesto l’elemosina per il suo Comune davanti al Duomo di Parma. Si è presentato in piazza indossando la fascia tricolore su vestiti da mendicante e cappello in mano, per protestare contro i tagli dello Stato e testimoniare le difficoltà nel garantire i servizi ai suoi cittadini.