C’era chi si aspettava la sala civica: gremita, partecipata si, ma non gremita alla assemblea pubblica promossa dall’Amministrazione Comunale di Pegognaga sul tema: ristrutturazione scuole primarie rese inagibili dal sisma del maggio 2012.
L’argomento era di primaria importanza e coinvolgeva famiglie, operatori scolastici nonché semplici cittadini. La scuola rappresenta la seconda casa dei bambini/e e ragazzi/e e nessuno dovrebbe mostrare disinteresse. Positiva la presentazione dettagliata dell’iter burocratico e degli incarichi a professionisti esterni, ma il lavoro fin qui svolto ha ignorato il contesto più ampio in cui si inseriscono i plessi di Scuola primaria: Campus culturale. Se chiudessimo gli occhi e lasciassimo che fosse il pensiero a guardare, vedremmo molte più cose rispetto al progetto preliminare presentato. Se restassimo in ascolto e lasciassimo parlare l’intelligenza, sentiremmo che il Campus culturale dovrà comprendere anche le Scuole medie, il Centro culturale, il fabbricato adiacente, il Teatro comunale, l’ Asilo nido, la Scuola d’infanzia, il Parco florida, il Palazzetto dello sport, la Mensa comunale, l’area del campo sportivo “Ferrari”, nonché una parte di piazza Vittorio Veneto, cosicché possiamo dire che il terremoto ci ha dato l’occasione di trasformare la disgrazia in opportunità. Una corrente di pensiero diffusa tra progettisti e operatori della scuola indica come valore irrinunciabile le aree verdi, le alberature e le attrezzature esterne di pertinenza del Campus in quanto luogo didattico di apprendimento, di gioia e di emozioni per bambini/e e ragazzi/e. Il filosofo Umberto Galimberti sostiene che la scuola deve rispondere non solo in termini di istruzione ma anche in termini di educazione, in quanto non può prescindere dalla cura dell’emotività. Occorre dare continuità a metodi d’insegnamento che si stanno che non si limitano allo spazio aula e ai laboratori, ma sono capaci di fare scuola anche fuori dalla scuola. Occorre altresì essere visitatori del futuro sapendo che il presente è in movimento e, se ci si ferma, si viene travolti perdendo memoria anche del passato.
Il Sindaco si è preso l’impegno di promuovere più incontri con le categorie e associazioni dei cittadini per divulgare questa progettualità allo scopo di raccogliere nuovi suggerimenti visto che la progettazione partecipata non ha esaurito la sua funzione. Ma questo metodo di confronto con i cittadini per interessi settoriali non fa altro che alimentare le singole particolarità e la non conoscenza reciproca. Così facendo, l’ascolto e il confronto vero fra cittadini portatori delle diverse istanze non s’incontrano mai, in quanto ciascuno rimane arginato nei limiti dei propri ambiti sociali e/o culturali. Occorre non smarrire il valore della comunità e della cultura collettiva e agire partendo da una informazione continua e capillare invitando i cittadini a confrontarsi portando il proprio pensiero nelle sedi Istituzionali.
Renzo Gazzoli
Movimento Cittadini Attivi Pegognaga
10Gazzetta di Mantova 10-11-2017
